Un incontro seminario sull’architettura archeologica della villa Diomede, scoperta tra gli anni 1771-75 sotto il regno di Carlo III, organizzato dall’Istituto francese di Napoli, dall’Ecole Normale Superieure e il Centro Jean Berard che con gli studenti dell’Orientale, Federico II, Universit  di Salerno, archeologici e informatici, hanno compiuto studi e ricerche per far ritornare in vita la prestigiosa nobile residenza suburbana di Pompei.
Ad apertura dei lavori, i saluti di Christian Thimonier, console generale di Francia a Napoli, Massimo Osanna, soprintendente per i beni archeologici di Pompei Ercolano Stabia, Isabelle R, direttrice del Centro INRIA di Parigi-Rocquencourt. Helene Dessales, maitre de conferences d’archeologie, si è soffermata sulla notevole scoperta del ’71 che indusse molti viaggiatori del Gran Tour a visitarla.
Jean Ponce, docente di informatica, presenta lo studio artificiale e l’interpretazione automatica di immagini attraverso il computer che emula la percezione visiva dell’uomo. Yves Ubelmann, architetto specializzato in cartografia e rilievi di siti archeologici, mostra in video il “drone”, sofisticato strumento tecnologico simile ad un grande ragno, che capta ogni immagine a notevole profondit  e rende possibile la ricostruzione in 3D del modello preso in esame. Ambre Peron, in un linguaggio vivace, ha espresso la sua curiosit  gioiosa nella ricerca e nello studio dei graffiti tracce degli antichi viaggiatori. Andrea Milanese, storico degli archivi del Museo Nazionale di Napoli, ha mostrato documenti del fitto carteggio in via gerarchica del primo sito archeologico tra Francesco La Vega, direttore dei lavori, Camillo Paderni, direttore del Museo di Portici e Bernardo Tanucci, ministro del Regno. Ha fatto cenno alla disputa per la custodia dei preziosi ritrovamenti, alla decisione non condivisa di ricoprire la villa per la difficile tutela. Cita, a conferma del problema, il calco del seno di una donna, molto visitato per la sua ancora viva sensualit  nell’800 al Museo Nazionale, poi riposto nei sotterranei è sparito.

Mathilde Carrive, Frederique Marchard-Beaulieu, Florence Monier, hanno esposto il loro lavoro di ricostruzione grafica delle decorazioni.
Michele Borgongino, docente di botanica alla Soprintendenza, ha studiato la conformazione dei giardini e le piante presenti in epoca romana attraverso il ritrovamento di semi, radici, foglie, solchi, dipinti. Tale studio permette il restauro degli orti con i frutteti(agrumi, fragole, ecc.) e dei giardini con i verdi labirinti.
La villa sarebbe stata il primo Museo all’aperto. Era nel percorso classico della visita a Pompei sin dal XVIII secolo. I nomi incisi sulle pareti ha permesso l’origine dei visitatori tanti fino al 1815 con un secondo picco verso il 1880. Pompei è oggi un laboratorio di ricerca e di sperimentazione tecnologica per l’archeologo. I giornali dei primi scavi, redatti con attenta meticolosit  nell’elencare oggetti, monili, statue, ecc. ritrovati e la loro collocazione in sito, gli elaborati grafici permetteranno l’identificazione degli stessi, forse, ancora presenti al Museo Archeologico. Lo studio “scavare i muri” di Eloise Letellier, illustrato al convegno, permette la conoscenza delle relazioni fisiche dei materiali impiegati e delle loro tecniche. Il modello in 3D, attraverso le immagini, consente lo studio di un edificio incrociando dati d’archivio cartografici alle fasi di costruzione e ai materiali usati senza trascurare i dettagli.

La villa è luogo della memoria.
Citata in tanti diari di illustri viaggiatori è stata luogo vivo in una novella “Arria Marcella” di Theophile Gautier pubblicata nel 1815. L’arte crea arte.

Processo a Le Corbusier

Venerd 30 maggio ore 19. 30, nella sala Dumas dell’Istituto francese di Napoli (via Crispi,86) il gruppo di ricerca “Citt  e Architettura – Piani e Progetti” del Consiglio Nazionale delle Ricerche – Istituto di Ricerche sulle Attivit  Terziarie, in collaborazione con il Grenoble, propone un momento pubblico di riflessione attraverso un immaginario “Processo a Le Corbusier” per giungere a una sentenza di assoluzione o colpevolezza.
L’evento nasce dall’esigenza di valutare l’effettiva influenza che gli architetti hanno avuto come incoscienti costruttori di infelicit  collettive nella citt  contemporanea. Gli architetti hanno davvero questa responsabilit ?

IL PROCESSO
Personaggi e interpreti
Presidente I Monica Amirante
Ufficiale di P.G. I Alessandro Castagnaro
Le Corbusier I Nicola Di Battista
Pubblico Ministero I Sergio Zeuli
Avvocato Difensore I Alberto De Vita

Testimoni dell’accusa
Barone Haussmann I Francesco Bruno

Testimoni della difesa
Charlotte Perriand I Marina Rigillo

Consulenti tecnici d’ufficio del pubblico ministero
Carla Celestino, Eleonora Giovene di Girasole

Consulenti tecnici di parte della difesa
Gabriella Esposito De Vita, Stefania Oppido

In foto, la ricostruzione della villa di Diomede