L’Accademia di Belle Arti di Napoli arriva alla Reggia di Caserta. E’ stato presentato oggi  oggi a Napoli nell’Aula Magna dell’Accademia il progetto scuola di restauro nella residenza reale casertana, frutto della collaborazione avviata con la direzione del complesso vanvitelliano.
Obiettivo: realizzare un importante polo formativo nel settore del restauro di manufatti artistici sottoposti a vincolo di tutela, che guardi ai territori di riferimento di Caserta e Benevento, con importanti prospettive di internazionalizzazione nel trasferimento delle conoscenze delle tecniche di conservazione e valorizzazione dei Beni Culturali.
  Così l’Accademia di Belle Arti di Napoli approda con una nuova sede nella villa settecentesca definita “casa del giardiniere”,  nel  giardino inglese (foto) del Parco della Reggia di Caserta. Un affidamento in concessione per realizzare laboratori e sale, aumentando l’offerta della formazione.
Spiega il direttore dell’Accademia: «Questo, come tanti altri progetti dell’Accademia di Belle Arti di Napoli  nasce in uno spirito di condivisione e intorno all’idea che sia necessario sviluppare tutte le possibili occasioni di formazione e di dialogo, per costruire alte professionalità, capaci di generare innovazioni di prodotto e di processo, agendo da volano per lo sviluppo economico e sociale del territorio. Si tratta di una collaborazione tra Istituzioni fondata su una logica di servizio, nella convinzione che un territorio così ricco di potenzialità, spesso inespresse, necessiti di azioni innovative coraggiose, realizzabili solo attraverso una piena e armonica sinergia tra tutti i soggetti coinvolti».
Aggiunge il direttore della Reggia, Mauro Felicori: «Saranno messi a disposizione del corso di Restauro dell’Accademia di Napoli, gratuitamente e per 10 anni gli spazi della Casa del Giardiniere, uno dei luoghi più significativi del palazzo, all’interno dell’area del giardino inglese. Io ho sempre creduto nell’idea di un museo fabbrica ed è proprio in tale ottica che l’azione dell’Accademia ci ricambia ovvero dando l’opportunità a un luogo, per troppo tempo lasciato vuoto, di tornare a essere monumento vivo, grazie alle attività laboratoriali che saranno fatte dagli studenti ».