“Se l’arte è appesa a un filo, è pur vero che esso costituisce un filo di speranza”. Ed è a un sottilissimo filo steso tra i rami degli alberi del cortile dell’ex seminario dei Nobili della Fondazione Real Monte Manso di Scala che sono state “appese”, con delle tradizionali mollette da bucato,lavori d’arte di artisti, artigiani, designer, costumisti, fotografi che vivono e operano all’interno dei laboratori e studi d’arte del palazzo, per l’occasione aperti al pubblico per il mese di Maggio 2010. Si tratta di un Work in progress formato da lavori di arte “leggera” perch creati per lo più con materiali cartacei che esposti al vento vibrano nell’aria interagendo con l’ambiente circostante.

L’esposizione, curata dall’artista Ulderico, vede la partecipazione di: Aniello Barone; Antimo De Santis; Ex; Fratelli Scuotto; Fucina 4; Ulderico; Gilberto Galasso; Giuseppe Concione; Kirka de Jorio; Lucio Silvestri; Maddalena Marciano; Massimiliano Mirabella; Ognissanti; Salvatore Esposito; Salvatore Vita.

Non vi è un filo tematico a unire i lavori di questa collettiva dove ogni singolo componente del gruppo ha depositato una parte di se e della propria arte in assoluta libert  da vincoli semantici e tecnico-esecutivi. Si ricordano i lavori di Maddalena Marciano, una costumista che ha da poco il suo spazio all’interno del palazzo e che per l’occasione si è espressa con un’opera raffigurante “le Pazze”, un lavoro gi  proposto per il teatro ed ora rielaborato per integrarsi perfettamente nel tessuto variopinto di questa installazione. Interessanti le opere proposte dai fratelli Scuotto: una bandiera italiana che fagocita se stessa; una singolare interpretazione dell’ Ecce Homo; una revisione in chiave pop/ironica del tradizionale simbolo napoletano delle corna, nell’opera “Pop Corn”. Intimistico è il lavoro dell’artista Ognissanti che raffigura una scala, simbolo dell’elevazione spirituale dell’uomo attraverso la sofferenza e lo smembramento di se stesso: ed ecco spuntare esili corpicini recisi, teste di principesse, mani e piedi mozzati. I disegni sono realizzati a matita e pastello su carta da stampa sottile, il tratto è quello di un bambino innocente che tira fuori la sua creativit  ancora non contaminata da filtri accademici. Ed è ai bambini che Ognissanti guarda con ammirazione e spunto creativo, come un prezioso contenitore di nuove idee, al punto da riservare uno spazio espositivo ai teneri, espressivi disegni di bambini da lei raccolti e selezionati.

Menzioniamo i lavori del maestro ceramista De Santis che con pezzetti di fine porcellana applicati su quadrati di carta di riso disposti verticalmente crea dei grandi, magici “cattura-sogni”; le lumache di carta intagliata di Giuseppe Concione che pian piano, con la lentezza e determinazione che contraddistingue queste creaturine riesce a raggiungere i propri traguardi; il lavoro dell’artista/curatore della mostra Ulderico che con la sua opera “Baccal ” simboleggia ciò in cui la societ  odierna pretenderebbe di trasformarci: esseri non pensanti, pronti ad essere manipolati in base alle esigenze del caso.

La mostra ha inoltre ospitato opere di artisti che pur non facendo parte della cerchia di personalit  che operano nei laboratori del palazzo sono tuttavia legati a essi da un percorso culturale affine o da una storia comune: tra questi citiamo Salvatore Vita e le sue carte da gioco personalizzate e i disegni di Massimiliano Mirabella, dove uomini ignudi sorreggono dei “contenitori di memoria” che talvolta si configurano come bagaglio di dolci ricordi , talvolta come fardelli che la vita ci impone.

Nelle immagini, alcune delle opere d’arte… stese

La mostra e i laboratori saranno aperti al pubblico ogni gioved, venerd e sabato
del mese di maggio 2010, dalle ore 10 alle 20

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