Estetica e simbolismo, genio e incomprensione nelle opere architettoniche di Francesco Borromini. A lui è dedicato il libro di Leros Pittoni ” Francesco Borromini Architetto dell’occulto”, Pellegrini Editore, r presentato al Palazzo Reale di Napoli alla presenza di Stefano Gizzi, sovrintendente per i Beni Architettonici, Storici, Artistici, Paesaggistici di Napoli e Provincia, Lorenza Mochi Onori, sovrintendente per il Patrimonio Storico, Artistico del Polo Museale di Napoli, Mauro Giancaspro, direttore della Biblioteca Nazionale di Napoli e Giuseppe Amoroso, capo dipartimento per le Politiche del Personale del Ministero dell’Interno e curatore della prefazione del libro.

Personaggio discusso, Borromini era inviso alle autorit  ecclesiastiche dell’epoca per il simbolismo oscuro, di matrice eretica che si celava dietro le sue opere e per la sua appartenenza alla corporazione dei muratori, una sorta di protomassoneria del tempo. La figura del Borromini ha subito nel corso dei secoli le oscillazioni emotive che la critica storica ha avuto nei confronti del barocco, a partire dai suoi contemporanei a oggi.

Il Bellori nel suo libro “Vitae” lo designa figura principe di una architettura dell’orrido! Prosegue negativamente il giudizio con il Baldinucci ed è incalzato nel 700 dal Milizia; l’illuminismo ha interpretato il barocco come un contorcimento della realt  secondo la visione classica. I critici del 700 non riuscirono a cogliere quello che del barocco è il suo aspetto più vitale la capacit  di spezzare la continuit  statica del classicismo per creare nuovi equilibri compositivi. Soltanto con la scuola di matrice filo-germanica prima e con Arg n e Paolo Portoghesi poi, si ha una adeguata rivalutazione del personaggio e dell’architetto.

Il libro riporta una sequenza serrata e minuziosamente descrittiva di tutte le opere realizzate dal Borromini nel XVII sec. nella capitale lasciando un segno inconfondibile nel volto architettonico di Roma, nonch una lucida messa a fuoco dei suoi rapporti con le autorit  ed i personaggi dell’epoca, a cominciare dal Bernini suo maestro e storico antagonista. Attenzione particolare va al restauro della Basilica di S. Giovanni in Laterano dove il Borromini incorpora la materia preesistente in una nuova struttura senza inficiare alla corretta lettura della struttura precedente. Il questo modo l’architetto svizzero introduce un concetto moderno di restauro che pone in luce l’importanza del conservare la testimonianza storica del monumento.

Nel 1657 Innocenzo X decise di esonerare l’architetto dai suoi incarichi per i dissapori nati per la costruzione della chiesa di Sant’Agnese in piazza Navona. La parte finale del libro è dedicata al mistero che aleggia intorno alla morte del Borromini avvenuta per mano della propria spada prima di portare a termine la cappella Falconieri nella basilica di San Giovanni Battista dei Fiorentini. L’autore, per far luce sull’enigma, esamina i referti medici originali della morte dell’artista.

I disturbi di nevrosi e depressione di cui soffriva il Borromini anche a seguito dei burrascosi rapporti col Papa, hanno lasciato intendere una morte suicida ma la posizione incongrua della spada rispetto al corpo, la dettatura di un testamento e la volont  di tramandare ai posteri le sue opere pongono dei punti di domanda ancora aperti.

In foto, la copertina del volume dedicato a Borromini

18 aprile 2011

ALTRITALIANI>

Il portale parigino altritaliani vi aspetta tutti il 20 aprile all’incontro per festeggiare l’unit  d’Italia con la conferenza di Giovanni Capecchi dell’Universit  per stranieri di Perugia, dedicato alla letteratura (I Vicere e il Gattopardo e l’unit  italiana vista dal sud) che sar  preceduto da una presentazione dell’evento di Nicola Guarino e dell’Illustre ospite.
E’ previsto un aperitivo, per gli auguri Pasqua. Ingresso gratuito.
Per saperne di più
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