Cherchez la femme. Musica, scrittura, recitazione, tre donne napoletane, tre diverse personalit  che hanno come comune denominatore la propria terra e il teatro. Per ognuna di loro tre chiavi diverse per affrontare la vita, la forza di Myriam Lattanzio, l’ironia di Anna Mazza e l’irrequietezza di Nunzia Schiano.
C’è tutto questo, e anche di più, in Femmene, spettacolo teatrale, testi di Myriam Lattanzio e Anna Mazza, recitazione di Nunzia Schiano, regia di Niko Mucci e musica dal vivo dell’Open Orchestra, composta da Roberto Giangrande, Franco Ponzo e Vittorio Cataldi, che accompagnano Myriam nella reinterpretazione di Vargas, Sosa, Parra e Velasquèz, uno spaccato della vita di alcune donne napoletane dei nostri giorni che continua a richiamare pubblico. Femmene rappresenta un po’ la sintesi di un incontro fortunato tra tre donne, interessanti da raccontare.
Vedo Myriam Lattanzio, lei con me si sente a suo agio ed è un fiume in piena, ha tanto da dire, ma le piace anche ascoltare. Durante la nostra chiacchierata l’ho vista emozionata, curiosa, distaccata, arrabbiata, allegra, fragile, forte, sempre vivace mentalmente, bella la sua complessit .
Myriam incontra la musica da adolescente, sperimenta vari generi, poi conquista un suo spazio. La musica, per Myriam, è amore vero e in quanto tale va protetto dalle offese e dagli insulti di chi la usa male. Quando canta, lascia spazio alla sua anima che non ha mai svenduto, perciò nei suoi rari concerti sentitutta la sua forza, e la sua voce, con il timbro caldo e a volte aggressivo, si modula per trasmettere tante sfumature, rabbia compresa, che sale dalla pancia e serve ad evidenziare i mali della sua terra e del mondo intero, come lei dice ” me pigli’ sempe e questione “.
Tutta questa passione l’ha fatta crescere artisticamente fino a diventare una cantautrice, una cantastorie, un’autrice e regista teatrale. Quando scrive o canta, Myriam sente di approdare in un’isola felice, cos come quando vive la dimensione che tanto ama, il silenzio. Quando è circondata dal silenzio sa di non essere sola, ma in compagnia di se’ stessa e sente di piacersi, di volersi bene. Riconosce alla sua citt , Napoli, di essere accogliente, complicata e piena di vivacit , ma si rammarica della mancanza di lavoro che toglie dignit  alla sua gente. Le chiedo Myriam cosa è per te la bellezza?. Lei mi risponde «Napoli e il suo mare, che non finisce mai di meravigliarmi e di farmi sorridere». E poi, le canzoni ci sono ancora nelle vie di Napoli?, mi dice «s, ma non sono più canzoni d’amore», e allora le viene in mente il suo pap  che l’ha avvicinata alla musica, facendole apprezzare la canzone classica napoletana piena di passione e sento quanto gli è grata.
Anche Anna Mazza ha uno spiccato senso della famiglia, cos quando scommette in un paese straniero per il suo futuro, non esita poi a lasciarlo per tornare a casa, perch comprende che le scommesse più importanti sono quelle relative al suo nucleo affettivo. Infatti, Anna viveva a Barcellona dopo gli studi in letteratura catalana medioevale, ed era l da cinque anni. Quando la famiglia richiede la sua presenza torna a Napoli, e qui cerca di ricominciare daccapo il suo percorso professionale e lavorativo. Anna è una filologa, e a Napoli richieste di lavoro di questo tipo non ce ne sono. Capisce che deve cercare un lavoro a prescindere dai suoi studi e si scontra con la nostra dura realt  lavorativa. Comincia a vivere una vita da precaria con tutto quello che comporta perdita di autostima e sensi di colpa. Si mette in discussione, il passo successivo è quello di una crisi esistenziale. Fino a quel momento non sapeva di possedere una rara risorsa, quella dell’ironia. L’ ironia, strumento sottile e difficilissimo, fornir  ad Anna il modo per affrontare i dubbi esistenziali e le difficolt  quotidiane e per assumere un punto di vista disincantato e distaccato. User  una risata per non prendersi troppo sul serio, per esorcizzare i problemi e per vincere su eventi inaffrontabili.
Riprende a vivere, e nonostante tutto vorrebbe rimanere a Napoli perch sente forte la sua identit , rinnega però l’indifferenza verso i problemi altrui, perch per Anna il cambiamento sociale necessario a Napoli si sviluppa attraverso l’incontro tra diverse mentalit  che hanno come obiettivo l’uomo moralmente integro. Si riparte sempre da se stessi, e Anna per esprimersi, per smussare i suoi difetti comincia a scrivere, scoprendo che la scrittura le apre una porta verso le altre persone e la fa affacciare in altri mondi.
La realt  di Nunzia Schiano, conosciuta attrice di indiscutibile bravura, parte da Portici dove è nata. Il suo esordio risale tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80 nell’ambito del canto e della musica popolare. Appartiene Nunzia a quella generazione attiva, partecipe alla vita politica, culturale e sociale, lei è una diciassettenne curiosa, un po’ ribelle e testarda che si fa conquistare dal fascino della musica e del teatro. A             6                 è« «    oè  á«sptBLlibrineBlinkBBd dBd d«BpGBB«7Be«BEBBèMODEBHlèNOèBB» OJBe
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Dapprima impara a recitare in lingua napolitana a cui riconosce l’appropriatezza dei vocaboli tanto da avere la capacit  intrinseca di trasformare la vita in opere teatrali. Napoli, citt  bella, complessa, vicina e distante… Nunzia vive in provincia, a Portici, e ha sviluppato un rapporto più forte con la periferia, quella di Piscinola, dove gestisce con Libera Scena Ensemble, il Teatro Tan. Le scelte artistiche di Lello Serao, per quel teatro, hanno costruito nel tempo un buon numero di abbonati, circa 90, e siccome vengono proposti prodotti belli, ben fatti e di qualit , il pubblico accorre alle rappresentazioni e aspetta quelle successive.
Nella formazione di Nunzia attrice hanno sicuramente contribuito l’incontro con Davide Iodice e l’esperienza cinematografica. Davide le ha permesso di guardare al lato oscuro di un personaggio, di scavare in un’altra direzione oltre a quella più accattivante del ruolo che si interpreta. ” Benvenuti al Sud ” l’ ha resa nota al grande pubblico e le ha dato la possibilit  di incontrare tanti artisti diversi. Molti gli impegni di Nunzia, tra i quali una rappresentazione con testo in napoletano arcaico ” Le Statue Movibili “, un interessante confronto tra generazioni attoriali, un occhio al passato per guardare al futuro. Persona umile, anticonformista, ribelle al clich dello spettacolo, severa con s stessa, testarda, disordinata nella vita, ma ordinatissima, quasi maniacale, sul lavoro, questa è Nunzia Schiano.

Onest , famiglia e amicizia i suoi valori di riferimento, cos quando molti anni fa incontra Myriam non può non nascere con lei un buon rapporto di intesa e di collaborazione lavorativa.
E’ Myriam che incontra Anna e la presenta a Nunzia, nasce cos una cooperazione tutta al femminile che regala al pubblico momenti di comicit  cos vicini alla commozione , espressioni della nostra terra che suscita sentimenti forti ed opposti.
Nunzia Schiano sar  al Teatro Augusteo dal 9 al 19 aprile per Benvenuti in casa Esposito con Paolo Caiazzo. Dal 21 al 26 aprile al Piccolo Bellini con Le Statue Movibili di Antonio Petito regia di Lello Serao.
Myriam e Anna porteranno Femmene nelle rassegne estive e in tourne nella prossima stagione.

Nella foto in alto, Lattanzio (da sinistra) e Mazza con la locandina di Femmene. In basso, Nunzia Schiano