Vivo oggi più che mai, il rito del nutrimento passa attraverso le religioni e le nazionalit , cresce la curiosit  verso tradizioni d’altrove, la gastronomia è assurta al rango di espressione artistica, i cuochi diventano star e insomma la cucina non è più roba da casalinghe, al contrario si fa hobby più glamour persino dello yoga e coinvolge anche i giovanissimi. In questo marasma l’etnico recita da protagonista, e sperimentando si scopre che in fondo un filo conduttore c’è, soprattutto tra le cucine del Mediterraneo, immaginato da Marisa Laurito come un grande desco a cui sedersi e raccontarsi tra un sapore e l’altro.

L’attrice napoletana firma cos “Le ricette del grande Sud” (Baldini Castoldi Dalai, 16,50€) oltre duecento pagine per altrettante ricette che segnano le tappe di un viaggio gastronomico lungo le sponde del Mare Nostrum. Qualche esempio? Cous cous dal Marocco, marmellata di melanzane dall’Algeria, harissa dalla Tunisia, frittelle di patate dalla Libia, humus dall’Egitto, felafel da Israele, polpette di pesce e frutta dal Libano, shish kebab dalla Siria, moussaka da Cipro, kefta dalla Turchia, polpo alla griglia dalla Grecia, tave kosi dall’Albania, pizza dall’Italia, rotolo ai fiori di zucca da Malta, quiche lorraine dalla Francia e paella dalla Spagna un crogiolo di ingredienti da riscoprire inaspettatamente in ricette di provenienza diversa, per sentirci più vicini, simili, almeno nell’atto primordiale del mangiare.

Il libro sar  presentato oggi alle 18.00 alla Fnac ( di Napoli al Vomero, in via Luca Giordano) dall’autrice che osserva “C’è un ingrediente che si ritrova un po’ in tutte le cucine le spezie, usate in modo e quantit  diverse e poi c’è una caratteristica comune che è la stagionalit . Le ricette sono sempre legate ad una stagione, direi più terra che serra”. Intrecci di storie e di popoli che nei secoli si sono incontrati e scontrati e si ritrovano oggi ai fornelli. Un omaggio al Sud che a Laurito sta particolarmente a cuore “Io sono del Sud, intrisa di Sud e ho ricevuto in eredit  quell’amore per l’accoglienza e per la buona e sana cucina”.

Ma come si spiega, l’autrice, questo tormentone della cucina che spopola anche in televisione lei stessa conduce su Sky Alice “Pasta, Amore e Fantasia” -? “Credo che il fenomeno abbia un duplice aspetto è positivo perch la cucina unisce, è il focolare, un momento di incontro però allo stesso tempo è segno di mancanza di alternative culturali. I fornelli hanno preso il posto della buona televisione, del buon cinema e del buon teatro, e questo è un segnale allarmante”.

Nella foto in alto, Marisa Laurito. In basso, un’immagine tratta dal libro