“Bla Ljos”(luce azzurra in islandese) è il titolo che Sveva Robiony, ventenne poeta napoletana, ha dato alla creazione di sei foto su fondi blu, in mostra nella vetrina della bottega di Ramaglia in via Broggia, richiamando l’attenzione sulla natura, sulla memoria, sulla pudica bellezza.
All’inaugurazione, ha salutato gli ospiti con performance, sobria in una raffinata gestualit , in abito bianco da vestale nella vetrina tra foto e versi scritti in blu su fondali di carta nera.
Le foto respirano in un’atmosfera rarefatta mistica misteriosa sensualmente affascinante.
Traduce e rielabora i suoi soggetti in forme congeniali alla sua educazione colta e poetica. Nella scelta dei soggetti traspare la sua giovane et  e la sua cultura letteraria raggiungendo autentici livelli artistici. Regala nobili suggestioni trasformando la realt  in gioiosa fantasia.
In uno spazio ristretto, privo di ornamenti superflui, con poche opere Sveva legittima la sua tensiva creativit  nella fotografia, nella poesia, nella scenografia teatrale, nella mimica.
Nelle due in cui si fotografa, la luce fioca protegge la sua intimit  e impone il silenzio. In altre, fanciulla sale su un tappeto volante per incontrare nello spazio asteroidi luminosi. Un fanale di citt , solo con due luci a gas arancione sotto un cielo blu plumbeo, riporta alla memoria racconti di favole. Transita dal processo creativo a quello dell’immediatezza della fruizione. Non c’è dubbio che Sveva abbia intrapreso la missione di chi fa cultura che, con i mezzi espressivi e le proprie capacit , si propone di migliorare la sensibilit  della collettivit .
Sveva merita ammirazione per il suo impegno colmo di passione emotiva con cui cerca di sottrarre i suoi coetanei all’apatia e all’accettazione passiva di questa realt  cinica priva di idee e di ideologie. La creativit , frutto di colte esperienze, offre la speranza di progredire.
Nelle sue opere si percepisce il desiderio di cogliere il senso della bellezza. Il suo linguaggio, apparentemente adolescenziale e spontaneo, non è frivolo ma ricco di dati psicologici.

L’arte in vetrina non è una novit . Capta l’attenzione dei viandanti anche di coloro che non sono mai entrati in una galleria d’arte o in un museo.
Può suscitare improvvise emozioni e, perch no, anche riflessioni e voglia di entrare in una pinacoteca. Ai ragazzi, forse, colti da entusiasmo, il desiderio di diventare protagonisti dedicandosi ad una delle tante espressioni artistiche danza, musica, teatro,ecc. , però, densa di significati l’operazione culturale dei fratelli Ramaglia che, vendendo articoli per il disegno e la pittura, ospitano in una vetrina opere di artisti emergenti. Il negozio è nei pressi dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, in via Costantinopoli. Tale iniziativa sar  fatta propria da alcuni docenti e dalla presidenza dell’Istituto affidando ai loro studenti la gestione di spazi all’interno dell’Istituto? Speriamo! opportuno gettare un sassolino nello stagno dell’immobilismo burocratico. La cultura scuote dalla pigrizia e sveglia i cervelli.

Le opere saranno in mostra fino al 31.1.2014 in vetrina da Ramaglia in via Broggia, 9

Di seguito intervista all’autrice

OGNI SCATTO, UNA POESIA

Sveva, come nasce la tua passione per l’arte?
E’ difficile spiegare come nasca la passione per l’arte. Non credo che sia qualcosa che possa nascere a un certo punto della vita, penso sia piuttosto qualcosa che abbiamo da sempre dentro di noi e che, a un certo punto, venga fuori. E’ la necessit  di esprimersi attraverso qualcosa che faccia da schermo protettivo tra la nostra interiorit  e il mondo esterno, una rappresentazione delle nostre emozioni più sincera di quella che potrebbero fare le parole.

Cosa vuoi comunicare con la fotografia?

Miro a scoprire cosa si nasconde dietro i gesti più spontanei di ognuno di noi, a rivelare il mondo che se ne sta in disparte nel fondo dell’anima dei soggetti. Amo trasformare quello che vedo in quello che avverto. Ogni scatto va oltre ciò che percepiscono i miei occhi. Vedo la fotografia come uno specchio che riflette ciò che siamo. Tira fuori la nostra vera essenza mettendola a nudo affinch chiunque possa vederla per quella che è. Non colgo l’attimo.

Perch hai scelto la facolt  di Lettere moderne (alla Federico II)?

E’ stata la naturale pulsione della mia anima a spingermi verso la letteratura che è un’altra rappresentazione dell’interiorit  umana. Quello che mi piace della letteratura e della fotografia è il loro essere uguali e contrarie allo stesso tempo una fotografia rappresenta l’anima del fotografo ma, non servendosi di parole, può essere variamente interpretata da chi la osserva mentre la letteratura offre una visione più o meno univoca dell’interiorit  dell’autore. La prima lascia spazio alla libera interpretazione, la seconda la limita imponendo sordidamente un preciso punto di vista. Credo sia per questo che la fotografia sia più seguita della letteratura a molti             6                 è« «    oè  á«sptBLlibrineBpiace ritrovarsi in qualcosa quanto più possibile e ha poca voglia di leggere le emozioni e i pensieri altrui in cui si può identificare solo in parte.
Fotografo per specchiarmi nell’anima degli altri e con la letteratura per conoscerli meglio.

Progetti per il futuro?

Mi propongo di rappresentare più da vicino il mondo del surreale e dell’onirico cercando di dare “al mio fare foto” una maggiore valenza culturale affinch ogni scatto sia una poesia.

In foto, un ritratto di Sveva e la locandina dell’evento