Inaugurato in piena Belle poque, nel 1890, fu il primo e più importante Caf-chantant italiano. Il 15 di novembre inaugura il Salone Margherita nella Galleria Umberto I Napoli, grazie a un’idea dei fratelli Marino di Napoli. Era l’epoca del Moulin Rouge e delle Folies-Bergère a Parigi.
Il salone Margherita apre i battenti alla presenza di principesse, contesse, presente anche Matilde Serao e tutta l’lite cittadina. Da quella data, lo spazio artistico entra nella storia. Fu il primo in Italia che portò in scena ballerine del cancan.
Importanti e famosi artisti iniziarono la loro carriera proprio nei caffè-concerto e furono tante le bellissime donne che calcarono il palco del Salone Margherita. Accanto a star internazionali, stelle nostrane come Maria Campi, inventrice della “mossa”.
E, con lei, tante altre sciantose, che “infrancesavano” i loro nomi d’arte. Ne scriveremo in questa rubrica intitolata “Le indimenticabili dimenticate.”

Regina degli emigranti, Gilda Mignonette. Fu una delle “eccellenze” del bel canto nel mondo, napoletana doc, verace, struggente interprete della canzone partenopea. Che nasceil 28 ottobre del 1886 nel popolare quartiere della Duchesca e registrata all’anagrafe come Griselda Andreatini. Debutta giovanissima nei teatri di variet  e dei Cafè chantantriscuotendo un grande successo.
SIRENA AL SALONE MARGHERITA
Passa poi al canto, dove è molto apprezzata per il suo repertorio napoletano, melodico e drammatico. Ha carisma, grinta, passionalit  e un’anima d’oro nel cantare. “Quanno a luna, affaccinnose o cielo,passa a luce e, int’a ll’acqua, s’ ammira e ce stenne, d’argiento, nu velo,mentre o viento da sera. suspira….”è la canzone “A’ Sirena” di Salvatore Di Giacomo con la quale la nostra sciantosa inaugura il Salone Margherita a Napoli, nel 1890.
L’intera platea impazzisce e le dedica applausi deliranti.
STAR MONDIALE
Nel 1910, la sua ascesa a livello internazionale. Parte per le sue prime tourne all’estero, Spagna, Ungheria e Russia. Poi, nel 1911, salpa per il suo primo viaggio oltreoceano in Argentina, dove trionfa al Casino Moulin Rouge di San Paulo, affermandosi come interprete di stile e qualit . Nello stesso anno, arriva in Russia, dove viene acclamata nei teatri Alexsander Park e Grand Hotel di Odessa e al theatre des Bouffes di Mosca. Ancora richiestissima riparte per il Sud America, per Buenos Aires e Cuba con successo straordinario.
DAL TEATRO A NEW YORK

Nel 1919 si unisce alla compagnia di Raffaele Viviani debuttando cosi anche nella prosa va in scena nel ruolo di Carmilina ‘a stiratrice per la commedia di Viviani "Lo sposalizio". Due anni dopo si confronta con la rivista, unendosi alla compagnia R.o.s.e.a. (Riviste, Operette, Sketch, Eccentricit , Attualit ) diretta da GPisano e C.Faras. Ma il grande salto lo compie trasferendosi negli Stati Uniti (1924) dove si esibisce come cantante, diventando cos la più popolare e famosa artista napoletana degli States. Tra i concerti newyorkesi da ricordare, memorabili quelli al Guild Lyric Theatre, unica artista straniera nel tempio della musica americana.
UNA LUNGA DISCOGRAFIA
Ma non dimentica la sua patria e vi ritorna spesso, esibendosi nei più celebri teatri italiani raggiungendo anche nella propria terra grande fama, stimata e ammirata per il suo genere. Sulla scia dei trionfi a New York, nel 1925 firma il suo primo contratto discografico con la storica etichetta Phonotype. Da questo momento inizia la sua lunga discografia , ma il picco lo raggiunge negli Stati Uniti con la canzone "A cartulina ‘e Napule" e con la rivista "Faccetta nera".
ANIMA ARDENTE E “SOVVERSIVA”

Ed è a New York che forma la "Compagnia di sceneggiata Mignonette", con compagni di palcoscenico come Farfariello e tanti altri dando celebrit  al genere della sceneggiata il top è "Anema ardente". Ma si dedica molto anche al tema dell’emigrazione con titoli struggenti e malinconici "E l’emigrante chiagne", “A meglia voce", "Mandulinata e l’emigrante " Santa Lucia luntana". Titoli cantati e decantati in seguito, e ancora oggi, da altre eccellentissime voci. In assoluto, la sua ultima incisione risale al 1951 è "Malafemmena" di Totò, disco oggi molto ricercato dai collezionisti. Dl 1941 al 1948, l’FBI dichiara sovversivi i suoi dischi, impendendole di registrare i 78 giri presso qualsiasi etichetta discografica maggiore e minore.
LA MORTE LONTANO DA NAPOLI

Ma il suo cuore non ha mai dimenticato Napoli, la sua citt , che le ha regalato tante soddisfazioni vuole morire l e decide di tornare. Tuttavia il destino ha scritto per lei una pagina diversa. Nel 1953 muore solo ventiquattro ore di distanza da Napoli C come si deduce dal certificato di morte dove sono riportate le coordinate del punto in cui si spegne, latitudine 37′ 21′ Nord. Longitudine 4′ 30′ Est. Dopo la sua morte, suo marito Frank Acierno rientra a New Yor            6                 è« «    oè  á«sptBLlibrineBlinkBBd dBd d«BpGBB«7Be«BEBBèMODEBHlèNOèBB» OJBe
BtnBBBBRpeBKk e si risposa con una certa Anny. Che ha conservato tutti i ricordi della Mignonette e ogni anno allestisce in America una mostra con i suoi meravigliosi vestiti di scena, foto degli spettacoli, i gioielli.
L’OMAGGIO DI LITTLE ITALY
Negli Usa non l’hanno mai dimenticata, ogni anno sono allestiti spettacoli e programmi radiofonici per ricordarla, nella Little-Italy un noto ristorante ha inserito nel suo menù il "filetto alla Gilda Mignonette". E in Italia cosa accade? La Phonotype Record ha pubblicato, in sua memoria, ben quattro cd che racchiudono quanto di meglio abbia registrato nella sala di Mezzocannone a Napoli nel 1933 e nel 1937. E nel 2008 Magmata, ha editato la sua biografia Gilda Mignonette Napoli-New York solo andata dove si racconta la sua escalation negli Usa, spazzando via tutte le leggende metropolitane sul suo nome il volume è completato da una ricca ed esaustiva discografia sia italiana che americana. Oggi, Gilda riposa nella sua Partenope, nel Cimitero di Poggioreale.
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Nelle foto, Gilda Mignonette, l’incisione di "Femmina" e la lapide che le è stata dedicata