Dieci anni e li dimostra tutti. Il Madre, museo di arte contemporanea napoletano in via Settembrini 79, nato alla corte del governatore Bassolino con un direttore artistico Eduardo Cicelyn che si è concentrato su nomi internazionali, snobbando i napoletani e anche un sano processo di osmosi tra il locale e l’internazionale, in questi anni della direzione del piemontese Andrea Viliani ha cercato di recuperare il rapporto con la citt , accogliendo i suoi figli anche nella formazione della collezione permanente. In un mese d’agosto che offre ingresso e viste guidate gratuite ai visitatori, come lo scorso anno, annuncia il programma d’autunno.

In arrivo ancora Daniel Buren che con Napoli ha un rapporto magico. Si inaugura il 9 ottobre alle 19 Axer / Dsaxer. Lavoro in situ, 2015, Madre, Napoli – #2, il secondo dei due interventi appositamente commissionati, nel corso del 2015, all’artista francese (Boulogne-
Billancourt, Parigi, 1938), uno dei massimi artisti internazionali.
E si collega al primo (Comme un jeu d’enfant. Lavoro in situ, 2014-2015, Madre, Napoli – #1, che rester  esposto fino al 29 febbraio 2016). Axer/Dsaxer sar  un’opera di dimensioni architettoniche, concepita dall’artista per gli spazi del museo nell’atriod’ingresso del Madre in un gioco di prospettive. Ogni visitatore sar  accolto e invitato a partecipare attivamente alla vita del museo, diventando protagonista della relazione fra sfera istituzionale e dinamiche pubbliche innescata dalla trasformazione della zona di ingresso in uno spazio di visione, mediazione, attrazione e comunione reciproche, con cui Buren sospinge il museo verso la citt  e accoglie la citt  nel museo.
Stesso giorno e stessa ora, al terzo piano si apre la mostra di Mark Leckey Desiderata (in media
Res
organizzata in collaborazione con WIELS, Bruxelles, Haus der Kunst, München.
E’ la prima la personale in un’istituzione pubblica italiana, dedicata all’artista britannico Mark Leckey (classe 1964), vincitore nel 2008 dei prestigiosi Turner Prize. A cura di Elena Filipovic e Andrea Viliani, la mostra presenta nuove produzioni accanto a un’ampia selezione di opere storiche, in ciascuno
dei mezzi espressivi utilizzati dall’artista scultura, installazione, performance e video (a partire dall’iconico video del 1999 Fiorucci Made Me Hardcore sulla cultura musicale giovanile dell’epoca, che impose
l’artista all’attenzione internazionale). Rivelando la profonda e seminale influenza che l’artista britannico ha esercitato sulle generazionisuccessive, la ricerca artistica di Leckey opera al di l  del campo specifico
dell’arte muovendosi costantemente al confine fra arte e vita quotidiana ed esplorando il modo in cui valori, narrazioni, simboli, feticci, oggetti (sia materiali che immateriali) ridefiniscono la sfera dei nostri desideri e
fantasie più intime, plasmando la nostra identit  e le nostre memorie.
Ancora il 9 ottobre ci sar , nel secondo cortile, l’apertura dell’esposizione del toscano Marco Bagnoli, La Voce. Nel giallo faremo una scala o due al bianco invisibile nell’ambito del progetto L’Albero della cuccagna. Nutrimenti dell’arte curato da Achille Bonito Oliva. Bagnoli, impegnato sin dagli anni settanta tra disegno, pittura, scultura, installazione ambientale e sonora, propone una nuova versione milanese una nuova versione della sua scala a pioli che sviluppandosi dall’interno della sala collocata nel
secondo cortile del museo, fino a travalicarne il tetto ed espandersi nell’ambiente esterno. Appoggiata sul dispositivo luminoso di una "macchina stanca", come scrive l’artista, la voce è emessa da un’ampolla
e si dilatata in un riverbero sonoro che confluisce, attraverso il prolungarsi della raggiera dei pioli della scala, in un punto esterno alla stanza, dove è disposto il Sonovasoro (“sono vaso oro”, o “vaso
sonoro”). Il testo emesso dall’opera è costituito- spiega l’artista-dal «menù di un pasto napoletano, scandito secondo un ordine matematico e combinatorio di pietanze che, alla fine, prolifera senza sosta ogni parola è un lampo».
Il 13 novembre, alle 19, opening della mostra del fotografo ucraino Boris Mikhailov non sono io. La mostra al Madre, organizzata in collaborazione con Incontri Internazionali d’Arte e Polo museale della Campania, Villa Pignatelli- Casa della fotografia, segue e integra la retrospettiva che, nell’autunno
del 2015, sar  dedicata all’artista da Camera-Centro Italiano per la Fotografia di Torino. A Napoli la mostra approfondisce in particolare il tema del ritratto e dell’autoritratto e quindi la matrice intimamente
biografica di tutta la sua ricerca, in cui sono esplorati i temi della disintegrazione identitaria, dell’oppressione sociale, della povert  iniqua, dell’inermit  del corpo, dell’abbandono e della solitudine in una situazione sospesa fra guerra e pace, cos come l’inesauribile e insopprimibile ricerca della verit  umana nelle pieghe del reale, temi che riecheggiano, attraversando i confini dello spazio e del tempo, la g            6                 è« «    oè  á«sptBLlibrineBlinkBBd dBd d«BpGBB«7Be«BEBBèMODEBHlèNOèBB» OJBe
BtnBBBBRpeBKKKBYBBTBB DBeS pHKBUNIONBLBB time Brande pittura barocca napoletana, come nelle tele del grande pittore spagnolo Jusepe de Ribera (X tiva, 1591-Napoli, 1652), alcune delle quali saranno accostate in mostra, in un inedito confronto, alle opere fotografiche dell’artista.

Nelle foto, in alto, Dsaxer. Lavoro in situ, 2015, Madre, Napoli – #2. Courtesy l’artista / the artist, GALLERIA CONTINUA, San Gimignano, Beijing, Les Moulins, La Habana e / and Studio Trisorio, Napoli DB-ADAGP Paris. In basso, da sinistra, Mark Leckey, Felix Gets Broadcasted, 2007, still da video / video still. Courtesy l’artista / the artist, Cabinet, London, Gavin Brown’s enterprise, New York, Galerie Buchholz, Berlin/Kln; Marco Bagnoli, La Voce. Nel giallo faremo una scala o due al bianco invisibile, 1975, legno / wood. Courtesy l’artista / the artist; Boris Mikhailov, By the Ground, 1991, stampa b/n ai sali d’argento, virata in seppia (dettaglio) / b/w silver print, sepia toned (detail). Courtesy l’artista / the artist, Guido Costa Projects, Torino, Sprovieri Gallery, London

Per saperne di più
www.madrenapoli.it

Per i lavori di allestimento dell’opera in situ di Daniel Buren (Axer / Dsaxer) al piano terra del museo, dal 26 agosto all’8 ottobre
l’ingresso al museo Madre avverr  temporaneamente da Largo
Donnaregina (lato destro del Museo Diocesano)