Le Nuvole sono un fatto stabile nel cielo di Napoli. Dal teatro per ragazzi con sede all’Edenlandia continuano a piovere idee in abbondanza, i progetti si moltiplicano e la citt  dei bambini cresce. Le ultime performance, tracciando un arco spazio temporale lungo migliaia di anni, dall’antica Roma all’Inghilterra elisabettiana, fino al contemporaneo teatro dell’assurdo, confermano la rara capacit  di trasmettere ai più giovani il fascino del sapere, il sottile piacere della curiosit  soddisfatta.

Dopo il successo di “Tempesta” primo dei due spettacoli inseriti nel progetto “William e Samuel”, con “Aspettando Godot” il regista Fabio Cocifoglia affronta uno dei capolavori letterari più impervi per interpretazione e comprensione, servendosi di una rivisitazione fedele al testo ed agli stilemi dello scrittore irlandese, arricchita da espedienti comunicativi tratti dalla pantomima, dal cinema muto di Chaplin e Baster Keaton. La mano del regista e l’interpretazione magistrale di Luca Iervolino (Didi), Rosario Sparno (Gogo) e Massimiliano Fo  (Pozzo) accompagnano i bambini lungo il filo della surrealt  senza spingere, lasciando che siano i giovani spettatori a trarre le proprie conclusioni su quelle che i grandi chiamano le tematiche esistenziali. Visto attraverso Le Nuvole, Godot raccontato ai bambini di otto anni è un azzardo soltanto apparente. “Mi ricordo che a quell’et  dice Cocifoglia avevo un luogo tutto mio, il letto. Poco prima di addormentarmi vedevo passare nella mente pensieri di vita, pensieri di morte e di mistero che prendevano le forme più strane: amici, parenti, mostri buffi o spaventosi. Avevo la sensazione che da un momento all’altro arrivasse la luce di una grande verit , ma puntualmente cadevo nel sonno più profondo e un altro giorno ricominciava più misterioso di prima.” La convinzione che i più piccoli non interroghino quel mistero è una presunzione che non sfiora gli artisti del Teatro Le Nuvole, cos come non aveva sfiorato Samuel Beckett, il quale possedeva “un tocco magico con i bambini” perch “non li trattava mai con condiscendenza, non li zittiva, non li criticava mai n parlava scimmiottandone il linguaggio.”

Nella suggestiva arena di Pozzuoli, la terza per grandezza nell’Impero Romano dopo il Colosseo e l’Anfiteatro Campano di Santa Maria Capua Vetere, con “Sangue e Arena”, Le Nuvole, invece, si cimentano in un altro pezzo forte del loro repertorio: la visita spettacolo.

Un personaggio senza tempo, un saggio erborista, interpretato da Enzo Musicò, racconta le gesta e le sofferenze dei gladiatori tra cui Spartaco, lo schiavo che sfidò l’Impero, Androclo, il prigioniero risparmiato da un leone ed Iqbal Masih, un bambino simbolo della schiavitù di oggi. L’ampia dimensione della libert , incessantemente rincorsa dagli uomini di tutti i tempi, appare in chiaroscuro rispetto alle vicende dell’arena, alla violenza ed alla schiavitù antiche e moderne, mentre la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 1948, terreno su cui si apre un confronto con i giovani visitatori, si rivela una potente eco di giustizia ed uguaglianza ancora inascoltata.

I grandi temi, dunque, spiegati ai bambini con iniziative divertenti, di alta classe, robuste dal punto di vista culturale e comunicativo. Le Nuvole sono un fatto stabile nel cielo di Napoli e per nostra fortuna non minacciano di passare.

Nelle foto, Massimiliano Fo  e l’attore in scena