Ombre sottili, in fuga, contorni appena accennati di silhouettes che si smaterializzano sotto lo sguardo di occhi taglienti; l’inquietudine di un uomo che si muove in un paesaggio epico, mitico, fatto di chiazze di fuoco e palpitazioni frenetiche, dominato da lui, dal vulcano che dorme, respirando ritmi febbricitanti, il Vesuvio. Un’avvolgente esperienza sensoriale, quella che attende gli ospiti dell’Holyday Inn Naples (in via D. Aulisio Centro Direzionale is. E6 Napoli)dove sabato 24 marzo è stata inaugurata la mostra, curata dal critico Maurizio Vitiello, “Ombre e Fuochi”, con protagonista Angelo Baccanico e le sue opere ( interventi di Pino Cotarelli, Nando Romeo, Antonino Scialdone e Carlo Spina, moderati da Maurizio Vitiello).
Parte dall’intimit , dalle riflessioni su se stesso, l’azione pittorica di Baccanico, ma sfocia inevitabilmente nell’intera gamma delle vicende umane, del vivere, con tutte le problematiche quotidiane, causa di un’inquietudine che l’artista, con tratti determinati e gesti precisi, indaga, rappresentando il percorso dell’uomo che, riattraversando i miti, oltrepassa la storia, cerca il proprio futuro. Immagini forti, trattate con una personalissima scala di colori che va dal rosso infuocato al blu notte; figure semioniriche che, danzando e palpitando, tracciano suggestive visioni simboliche nelle quali percepire accadimenti possibili del futuro dell’uomo, uomo che vuole ritagliarsi il suo posto nello spazio, nel mondo in cui vive e che tenta di sedurlo, di coprirlo, di invaderlo.
Una pittura onesta quella di Baccanico, diretta, senza mediazioni, che vuole rappresentare un mondo pulsante di vita, dinamico e accecante, un mondo variegato, dagli impasti cromatici accesi, bilanciati dalla segnica presenza dei protagonisti che lo abitano, gli uomini, le cui difficolt , le cui insicurezze possono essere affrontate solo dopo una profonda presa di coscienza del proprio vivere, stretti tra una mano divina che li protegge ed una sorgente di fuoco, il Vesuvio, che fa sentire la sua voce, tra ruggiti e bagliori, attendendo il suo momento, quello del suo eventuale risveglio.
I lavori sono esposti fino al 31 maggio

In foto, un’opera di Baccanico