Un libro lungo un anno. Con un titolo che sembra provenire dal repertorio della canzone partenopea, “Acqua ‘e maggio” e un sottotitolo che ci introduce all’argomento, “I proverbi segnatempo nella tradizione napoletana”.

Dopo “Wellerismi napoletani” e “‘O mellone chino ‘e fuoco”, Luciano Galassi torna con un nuovo testo (Kairòs, pp. 236, euro 14,00) che scava nel linguaggio e nella saggezza di un popolo. Con un occhio particolare al mondo contadino. Perch se i proverbi racchiusi nel volume sono suddivisi mese per mese lo si deve ai figli della terra che hanno saputo adattarsi ai ritmi delle stagioni e ai capricci delle intemperie, racchiudendole in un sapere collettivo da trasmettere in una forma orale di facile fruizione. E cosa più di un proverbio colpisce l’immaginazione collettiva?

Galassi, manager a riposo con la passione per la letteratura e la lingua italiana, svolge un certosino lavoro filologico. Non solo riesce a rintracciare ben 109 proverbi (trascritti nella doppia forma napoletano/italiano) ma, per ognuno di essi riporta una spiegazione capace di illustrare al lettore il formarsi del detto popolare.

Un testo non solo da leggere, ma da aprire e consultare spesso per meglio conoscere una cultura e delle tradizioni capaci di resistere al tempo.

Completa il volume, un utile e rapido indice alfabetico per trovare velocemente il proverbio desiderato.

Nella foto, la copertina