Il diritto alla maternit , il diritto al sociale, all’amore, all’essere donna libera, lavoratrice, madre e sposa. Ancora si deve lottare per questo? Ne parliamo con Laura Matrone.
Incontro Laura Matrone spesso a MonteVergine, a volte in qualche manifestazione o evento, lei è una attivista per i diritti e la tutela delle trans, presidente di Campania Rainbow. Decidiamo insieme questa intervista. So che con Laura non ci sono problemi, anche se si usano termini sbagliati, lei te lo fa notare, ti corregge, senza essere mai dura. Parto con la prima domanda.
Cosa ti manca per completare il tuo essere donna, tu che gi  sei stata sposata e divorziata?
Beh, cosa mi manca? Mi manca un figlio, s mi manca tantissimo, il desiderio di essere mamma c’è sempre stato in me, non so spiegarti credimi, mi piacerebbe poterne adottare un bambino e potergli dare l’amore che ho ancora dentro.

Le casalinghe e le operaie percepiscono a una certa et  una pensione o contributiva o sociale, ci hai mai pensato?
Riguardo alla pensione avrei tante cose da dire, io lavoro ormai da quasi 10 anni come operatrice sociale, pago le tasse come fanno in fondo tutti, o, almeno, come dovrebbero fare. E’ un mio diritto, sono giovane per l’et  pensionistica, non ci penso, ma credo che la tua sia una giusta osservazione.
Laura mi racconti il tuo percorso?
La mia storia risale nel 2002 quando, all’et  di 29 anni, finalmente, dopo una terapia ormonale iniziata nel 2006, vengo operata al secondo policlinico di Napoli per il cambio di sesso, tutto bene per 48 ore . Subito dopo, un incompetente infermiere, nell’insistere per farmi la medicazione, mi spacca il tutore internamente, provocandomi in seguito una cancrena. Per curarla sono stata chiusa in una camera iperbarica. Tutto questo dura sei mesi, chiusa in quella camera senza una via di uscita, cadi in depressione, non sai cosa fare, ma la forza di andare avanti e di continuare a vivere ti fa rialzare. Dopo 3 anni, nel 2005 si decide di avere un altro intervento, la colon vaginoplastica. A Napoli ero la terza persona che faceva ricorso a questa tecnica per l’apertura della vagina e non solo, visto che utilizzando un pezzo del colon la vagina dopo risultava anche con una profondit  maggiore. Pur essendo operata da uno dei migliori, senza aver adeguate cure, anche questa seconda operazione va male. Quindi, immagina come ci si può sentire dopo 15 ore di sala operatoria al risveglio e sapere che è andata male. Ma la cosa più brutta è che l’operazione era andata benissimo, ma si era formato semplicemente un cercine, detto in poche parole del calcare, come si forma ai rubinetti se si lasciamo per troppo tempo aperti. Occorreva chiamare solo un chirurgo plastico, ma a Napoli tutto ciò non è stato fatto. Nel 2008 subisco il terzo intervento, stavolta semplicemente tagliata, giusto tre tagli. E il medico si divertiva a entrarci con le dite sussurandomi anche tanto che problema ci sta, lo prendevi nel c… tanto puoi sempre utilizzare il c.. per i rapporti. Dopo un anno, arriva la svolta, decido di andare a Roma dove incontro un chirurgo plastico che finalmente aggiusta tutto ciò che altri non avevano fatto. Ora sono felice, sono una operatrice sociale, ho una vita finalmente attiva, anche sessualmente. Ma a volte a che prezzo paghiamo tutto ciò?
Cosa c’è nei tuoi sogni futuristici?
Il mio futuro lo vedo molto positivo, mi auguro di avere di nuovo un amore al mio fianco, che mi possa voler bene per quella che sono… una persona.
Leggo affettuosamente negli occhi di Laura una soddisfazione anche nel denunciare, ma soprattutto nel vivere.
Auguri Laura e alla prossima. E se volete sapere di più su di lei, guardate attentamente i suoi occhi.

In foto, Laura Matrone