“Un labirinto in cui scelgo di essere, non cerco uscite ma nuovi ingressi per andare sempre oltre, verso un mutevole infinito”, queste alcune affermazioni di Marisa Papa Ruggiero per definire il suo ultimo volume “Le verit  bugiarde” pubblicato da “Il Laboratorio/le edizioni”, presentato, Luned 8 Giugno, all’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, nel Palazzo Serra di Cassano (in Via Monte di Dio n. 14 a Napoli). Sono intervenuti Dario Giugliano, Mimmo Grasso, Ugo Piscopo, Lucia Stefanelli Cervelli, introdotti e coordinati da Maurizio Vitello. La serata si è conclusa con l’intervento dell’attore Gianluca Masone che ha letto alcuni passi del libro.
Papa Ruggiero, romana d’origine ma napoletana d’adozione, è da sempre attiva nel settore delle arti visive, in seguito a studi di formazione artistica compiuti tra Milano, Liceo Artistico ed Accademia di Arti Applicate, e Napoli, Corso di Pittura all’Accademia di Belle Arti, è stata docente di materie artistiche nel licei dedicandosi parallelamente alla ricerca pittorica e grafica con personali e collettive, ottenendo vari riconoscimenti e notazioni critiche. I suoi interessi sono andati via via sempre più dilatandosi vero la sfera della scrittura creativa e della poesia, in cui ha cercato di coniugare anche l’amore per l’arte. Infatti questo testo “Le verit  bugiarde” si articola in quattro dialoghi che si concludono con due incursioni appassionate nel campo dell’arte contemporanea: su Andrea Sparaco e Mario Persico. Scrive Vitiello: “Testo intessuto di dialoghi, serrati e netti come lampeggianti flashes metaforici solo in apparenza paradossali e come generati dalla tensione del linguaggio stesso. Testo di voci, ora ironiche e risentite, ora pensose e partecipate, testo d’interrogazioni. Testo che si snoda come un percorribile sentiero abitato da maschere e figure in mutazione scenica, come un puzzle sempre ricostruibile e dove tutto è pronto a ricominciare”.
“Provocatoriamente e ironicamente il testo si inerpica e si avvolge su se stesso, in una struttura a spirale che sembra arrivare a bucare il foglio” spiega Grasso.
Attraverso una scrittura poetica fatta anche di pause e lunghi silenzi il testo sembra non avere mai fine, e questo sembra essere il volere dell’autrice, che usa le parole nella doppia valenza e duplice opposizione, “affermando-negando, escludendo-includendo”.
“Una dualit  verbale che è anche dualit  interiore, chiarisce la Stefanelli Cervelli Marisa ha una voce plurale che parte dal cuore per farsi intelletto”. Ambivalenze, enigmi e continue interrogazioni rendono questo testo di non semplice lettura, ma stimolano la mente al giusto binomio perchè non esiste una verit  bugiarda o una bugia veritiera, ma c’è tutto e il contrario di tutto nell’essere uomo.

Nella foto, la copertina del libro