Aperitivo con bollicine e musica dei Sud 58. Stasera (con ingresso libero) dalle 18.30 nei locali del nuovissimo urban gourmet al “Renaissance Hotel Mediterraneo” di Via Ponte di Tappia che fino al 5 giugno ospita la mostra del pittore e scultore, Lello Esposito, intitolata “Portasangennaro” e inclusa nel Maggio dei Monumenti.
cos che si realizza “il sogno” di Salvatore Naldi la cui azienda “aperta sulla strada e situata nel centro storico napoletano” cerca, da quattro generazioni, di coniugare “turismo e cultura”. Ed è proprio “la Porta di San Gennaro che diviene il simbolo di uno stimolo verso il futuro” spiega Naldi “dell’apertura che, con questa mostra, cerchiamo di offrire alla nostra citt , spinti dalla fede e dall’amore per Napoli”.
E la mostra rappresenta perfettamente l’indagine artistica di Lello Esposito la ricerca che l’autore porta avanti dagli anni novanta (le opere datano dal 1993 al 2013) cerca di coniugare l’archetipo, l’immagine più pura della citt  (la religione, la tradizione), con la modernit , con l’essenza attuale di Napoli, la sua voglia di andare oltre la crisi, di affrontare il futuro attraverso il passato.
E questo simbolo è, oggi e ancora, San Gennaro.
Presentatore e curatore della mostra è Jean Nol Schifano che segue "da sempre” il lavoro di Esposito. Lo scrittore francese (di adozione napoletana) spiega come l’artista sia riuscito, negli ultimi venticinque anni, a portare in superficie “i segni culturali più profondi di Napoli”. Se è vero come dice Schifano che “per non essere provinciali bisogna affondare le proprie radici nella civilt  (napoletana)”, in questo senso Esposito può essere considerato davvero un artista “universale”.
Le opere esposte al Mediterraneo, prima su tutte l’opera che d  il titolo alla mostra, sono, infatti, rappresentative del “passaggio culturale” che Napoli vive e “deve vivere, soprattutto in questo momento storico” sottolinea l’artista un passaggio che conduce, dalla scoperta della propria appartenenza, all’esportazione di questo radicamento in altre civilt . E, non a caso, Lello Esposito lavora da anni tra Napoli e New York, dove ha esportato, attraverso le sue mostre, molti dei simboli della sua terra Pulcinella, la maschera, l’uovo, il teschio, il vulcano, il cavallo, il cono nelle sue possibili metamorfosi, e San Gennaro.
I lavori esposti sono quasi tutte sculture vi è un solo dipinto in materiali diversi (bronzo, vetroresina, alluminio) e di colori diversi. Predominante è il rosso come spiega il figlio dell’artista “il rosso è il colore del sangue, il colore della terra, il colore della lava”. E ancora “i materiali esprimono il senso di plasticit  e di materialit  che mio padre vede nella nostra terra, nel nostro vulcano”.
Dal “Busto” agli “Occhi di San Gennaro”, passando attraverso “l’Uovo” (uno grigio, uno, ancora, rosso), il “Corno”, il “Vulcano”, Lello Esposito racconta una storia antica, una storia nota a tutti i napoletani la voglia instancabile di portare la propria originalit  attraverso una “Porta” che conduce ad un futuro possibile.

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Nella foto, in alto, (da destra) Esposito e Schifano. In basso, momenti dell’inaugurazione