Capolavori in dettaglio. Leonardo, Raffaello, Caravaggio. Venti storici dell’arte illustrano 117 capolavori. Dopo il successo della mostra impossibile di Leonardo, Raffaello e Caravaggio al Convento di San Domenico Maggiore con oltre 80mila visitatori, arriva nella suggestiva location (vico Samn Domenico Maggiroe 18- Napoli) un nuovo evento espositivo, dedicato ai magnifici tre, ideato e diretto da Renato Parascandolo, che si inaugura stasera alle 19. Con il sindaco de Magistris, intervengono Gaetano daniele, Francesco Pinto e Fabrizio Vona.

Dal 22 luglio al 10 ottobre, nel grande refettorio del Convento di San Domenico Maggiore si potranno ammirare su uno schermo di considerevoli dimensioni (10m x 5m) le immagini di capolavori riprodotte in altissima definizione e nei minimi particolari.
L’illustrazione delle opere è affidata a venti giovani laureati e dottori di ricerca in Storia dell’arte di diverse citt  italiane che si alterneranno in un ciclo di incontri serali dedicati ai tre artisti.

La ricostruzione delle rispettive biografie è offerta agli spettatori attraverso la proiezione di film, fiction e documentari realizzati dalla Rai in oltre mezzo secolo
dal primo Caravaggio interpretato da Gian Maria Volont agli spettacoli teatrali realizzati da Dario Fo espressamente per il progetto delle Mostre impossibili.

L’esposizione comprende anche una sezione dedicata a Leonardo (in foto) di cui si presenta l’intera opera pittorica (17 dipinti) riprodotta in dimensioni reali e ad altissima definizione.
In particolare, i visitatori potranno ammirare "L’ultima cena" in una versione multimediale e interattiva che consente di addentrarsi nei dettagli dell’opera fino a osservarne le screpolature dell’intonaco.
Completano l’esposizione leonardesca cinque macchine costruite attenendosi scrupolosamente ai suoi disegni un ulteriore esempio del valore che assume la riproduzione nella divulgazione delle conoscenze artistiche e scientifiche.

Un’ulteriore novit  è la compresenza di riproduzioni e opere autentiche come il prezioso Cristo benedicente – tratto da un perduto prototipo di Leonardo
e dipinto su tavola secondo l’iconografia del Salvator Mundi – e il bellissimo abito in damasco che rivestiva il corpo di Isabella d’Aragona, ora sepolta nella Sacrestia della Chiesa di San Domenico Maggiore.

Questo esperimento d’ibridazione si prolunga fino al Museo di Capodimonte
dove è stato tracciato un percorso espositivo che propone quindici dipinti ispirati a Leonardo.