La poesia nutre l’anima. Si fa resistenza contro l’omologazione quotidiana di una realt  dove il superfluo è necessario e la sostanza un accessorio. E prende la forma di una rivista che nasce sotto il migliore degli auspici. Ci, sotto un titolo che rievoca una bellissima raccolta degli anni cinquanta firmata da Sergio Solmi, “Levania”, personificazione lunare del poeta.
Levania, oggi, è un semestrale agile, scava in profondit  grazie a una direzione e a una redazione attente a quanto si scrive in Italia e altrove. Con un occhio alla poesia spesso trascurata dall’editoria nazionale.
L’operazione ha sigla della casa editrice La citt  del Sole.
Ne andiamo alla scoperta con il suo direttore, Eugenio Lucrezi, medico, giornalista e musicista.
Dottor Lucrezi, in Italia si legge poco.E nelle librerie, la poesia, in genere, è relegata in un angolo. Concentrare una rivista sulla poesia è una bella sfida…
Non è colpa dei lettori se si legge poca poesia. In Italia la poesia è stata popolare in altre epoche, oggi è confinata tra gli struggimenti sentimentali dell’adolescenza e le conventicole esclusive degli intelligenti e dei colti, che se la rimbalzano come fosse roba loro. Nel mezzo, il nulla. Tra l’altro, Napoli è svantaggiata perch l’idea condivisa di poesia è assai vicina al bozzettismo sentimentale, a un’idea di lirica vicina a quella delle canzoni, che sono bellissime ma sono un’altra cosa. Se chiedi a un napoletano quali siano i suoi poeti, ti risponde Totò, Eduardo, Scarpetta… qualcuno si ricorda di Di Giacomo e di Viviani. Quanti nostri concittadini sanno che via Giovanbattista Marino è intitolata a un poeta che fu protagonista di primissimo piano della scena europea?

Nella redazione della rivista, nomi di rilievo. Oltre al suo, quello di Marco De Gemmis, Ugo Piscopo… Un lavoro di squadra che si basa sulla voglia di far emergere quanto non è ancora visibile?

I redattori sono, oltre a De Gemmis e Piscopo, Bruno Galluccio, Enza Silvestrini, Marisa Papa Ruggiero, Paola Nasti, Mario Fresa; dal prossimo numero, Enzo Rega. Si tratta di poeti e studiosi tutti campani accomunati da un idea di letteratura non decorativa, ancorata alle ragioni profonde di quel” pensiero per figure” che è la poesia. Quelle che faremo emergere, se saremo bravi, è quanto di buono e di creativo si scrive oggi in Italia e non solo; in particolare siamo a caccia di giovani poeti.
Solo Sud, allora?

Abbiamo detto che i redattori sono tutti campani. Ma nel numero d’esordio vi sono, accanto a due poeti della nostra regione uno affermato, uno molto giovane una scrittrice statunitense premio Pulitzer e due poeti di area romana di notoriet  nazionale. Il Sud è una condizione dello spirito il mio spirito resta lo stesso anche quando guarda i ghiacci dell’Artide.

Non solo poesia, ma anche filosofia e scienza… Come?

In quanto esercizio di pensiero nascente, e dunque libero, il discorso poetico non è dissimile dal discorso filosofico e al limite da quello scientifico, che si sviluppa e si accresce nel presupposto della confutabilit  degli assunti, e dunque nella perenne precariet  dei risultati. Ma fare domande è più importante che trovare risposte su questo siamo d’accordo con i filosofi e con gli scienziati, che non ci faranno mancare il loro contributo, fin dal prossimo numero.

In foto, la copertina della rivista