Treves, è un nome che fa parte integrante della storia della cultura italiana da quasi un secolo e mezzo. La storia inizia, con Emilio Treves, editore e giornalista italiano che, dopo aver trovato fortuna grazie all’attivit  della libreria internazionale Treves di Milano, nella seconda met  dell’Ottocento, fondò la casa editrice “Fratelli Treves”. Questa si proponeva i delicati compiti di unificazione linguistica e culturale post-unitaria e di diffusione della cultura europea nel meridione. Tutto ciò avveniva in un momento altrettanto spinoso, come quello dell’Unit  d’Italia. Momento in cui la cultura, intesa quale momento aggregante era quanto mai necessaria. ” Fatta l’Italia bisogna fare gli Italiani”, questo è il motto attribuito a Massimo D’Azeglio, e la Treves nella sua produzione ha dato in modo esemplare seguito a questa necessit .
Fiumi di carta stampata della narrativa italiana e internazionale più rappresentativa hanno albergato tra le mura delle librerie Treves prima e delle case italiane poi. Basti pensare a opere come ” I Malavoglia” di Giovanni Verga, ” Cuore” di Edmondo De Amicis, ed ancora a nomi come, De Roberto, Salgari, D’Annunzio e agli stranieri come Tolstoj, Zola, Ibsen sino a giungere ai giorni nostri con uno degli ultimi prodotti della Treves Editore: ” Paradiso Imperfetto. Persone, fatti e luoghi di una Napoli senza et  “, di Vittorio Paliotti, giornalista e scrittore napoletano. A seguito delle leggi razziali, che non consentivano ai cittadini di religione ebraica di esercitare attivit  industriali,nel 1938, Treves, poich di religione ebraica, fu costretto a vendere la casa editrice all’editore Aldo Garzanti.
Storia altalenante ma sempre presente nella storia italiana. Oggi, l’ultimo baluardo del nome Treves, è la libreria internazionale napoletana che però attraversa un momento critico. Lo denuncia l’attuale gestione della libreria rappresentata da Rino De Martino.”Nella sua nuova location, sotto i portici di San Francesco di Paola, di Piazza Plebiscito, la libreria Treves doveva essere un primo tassello di un mosaico, perch costituisse un punto di riferimento per la cultura napoletana. Questo è quanto fu promesso dalle istituzioni; ma da tre anni a questa parte non si è mosso nulla “. tuttora fortemente attiva nella cultura partenopea, l’opera della libreria Treves, grazie all’organizzazione di incontri- dibattito e presentazione di libri, non ultimo il progetto ” Una Piazza per la poesia”, evento organizzato al fine di rendere possibile e concreto un percorso di sensibilizzazione culturale. Nonostante ciò, il nuovo sito della libreria, pur trovandosi in uno dei posti più belli e monumentali di Napoli, si è rivelato ben presto troppo isolato e ben lontano ( anche se non topograficamente) dalla vivace realt  di via Toledo, sede storica della libreria, difesa dagli intellettuali napoletani che simbolicamente s’incatenarono per evitare il trasferimento. E, dopo la mobilitazione, il silenzio…
Ma la libreria Treves non è solo una pagina della storia italiana; è un libro antico e moderno insieme. Da conservare negli scaffali della memoria e della vita cittadina.

Nelle foto, la mobiltazione degli intellettuali davanti alla libreria per evitare lo sfratto e piazza plebiscito, nuova sede di Treves