Di seguito Paolo Pisanti,
presidente
Ali Confcommercio
Imprese per l’Italia, spiega perch ha detto s alla legge Levi.

La proposta di legge Levi sul prezzo dei libri, approvata all’unanimit , in sede legislativa, alla Camera con gli emendamenti concordati tra l’ALI Confcommercio-Imprese per l’Italia da me presieduta e l’AIE, dopo un lavoro durato più di due anni, che, ci auguriamo, entrer  in vigore il 1 novembre, se approvata dal Senato, intende mettere ordine in un comparto in cui oggi, regna la più totale deregulation.
Gli sconti selvaggi, l’assenza di regole, il caos totale ha indotto perfino l’Antitrust a salutare il ddl Levi come un provvedimento a salvaguardia dei consumatori e del pluralismo dell’informazione.
Abbiamo trovato un giusto compromesso tra il modello francese e quello inglese, in un mercato, quello del nostro paese, dominato dal forte potere dei grandi editori che con le vendite nelle loro librerie, on line e nella GDO hanno ormai superato di gran lunga il 50% delle vendite.
La legge mette tutti sullo stesso piano. Lo sconto massimo applicabile da chiunque venda libri è il 15%, proibisce le promozioni al dettaglio da CHIUNQUE effettuate, mentre consente soltanto quelle degli editori che potranno durare un mese, non potranno essere effettuate nel mese di dicembre e dovranno coinvolgere TUTTE le librerie e non soltanto, come accade oggi in una anomalia tutta italiana, esclusivamente i punti vendita delle proprie catene, l’online e la GDO.
La normativa pone inoltre un freno, lo sconto massimo del 20%, alle vendite online, oggi in crescita, e quelle alle biblioteche, attualmente senza alcun vincolo di sconto.
L’alternativa è il caos che viviamo ogni giorno in cui qualsiasi dettagliante, specialmente delle catene editoriali e della Gdo, effettua promozioni iperboliche deleterie per i librai indipendenti, veri presdi del pluralismo culturale.
La proposta Levi, qualora approvata, costituir  l’inizio di una fase nuova per il nostro settore, in cui sar  necessario rimodulare i rapporti editori-distributori-grossisti-librai in una ottica di ampio respiro verso un mercato che ormai è avviato sulla strada di mutamenti velocissimi.
Al di l  di un tam-tam assai impreciso e fuorviante che ha invaso le rassegne stampa italiane negli ultimi giorni, riteniamo, insieme alla stragrande maggioranza dei colleghi e degli altri attori della filiera, che la legge Levi costituisca un passo importante per tutti noi librai indipendenti.