Gli odori dei miei ricordi, un libro di Pasquale Ferro, vincitore di prestigiosi premi, pubblicato da Atman edizioni nel 2000. Tradotto e pubblicato in Russia  nel 2013– con il patrocinio della Mikro Kapital -dove viene accolto con un grande successo, presentato al teatro Gogol di Mosca, con l’autore che, insieme a Sergio Ariota (direttore artistico del progetto danza & professione), mette in scena una presentazione spettacolo con momenti di danza  –ospiti due ballerini del teatro Bolshoi di Mosca- musica e video proiezioni di cartoline e classici napoletani, con la presenza scenica di Svetlana  Khlobystova, che fa da eco, in lingua russa, alla recitazione dell’autore.
La signora Khlobystova è stata una abile traduttrice dei testi di Ferro, sempre disponibile, con grande amabilità. Anche un altro romanzo di Ferro è uscito in Russia,- un inedito mai pubblicato in Italia “I racconti di un cane camorrista”- tradotto magistralmente proprio da Svetlana. La carriera di scrittore e autore di Pasquale Ferro è lunga, lastricata di successi e riconoscimenti. Ed è lui stesso a raccontarci la sua avventura di autore.
«Da ragazzino avevo una grande curiosità per l’arte e lo spettacolo. Mi cimentavo in piccole pièce scritte, recitate, e dirette da me, avendo alle spalle esperienze con altri autori e registi. Poi, un giorno decisi di scrivere la mia storia, una sorte di scrittura teraupetica. Già perché la mia vita   è stata forte- tanto per usare un eufemismo. Descrivevo i miei ricordi, tutto diventò scorrevole scavai nella mia anima scoprendo che avevo occultato momenti di vita fatte di miseria, violenza, e negazione alla scuola».

Pasquale Ferro | ilmondodisuk.com
Qui sopra, la locandina dello spettacolo.In alto, Pasquale Ferro

Lei mi sta dicendo che non ha nessun titolo scolastico?
In effetti la quinta elementare, però non voglio ricordare quel periodo, i bambini a volte sanno essere cattivi, facevano pesare la mia condizione sociale, ma questa è una altra storia. Mentre scrivevo , un mio carissimo amico, Giorgio Esposito, dermatologo, gran cultore della letteratura, volle leggere quei fogli- che ancora adesso conservo. Dopo aver letto di getto quelle pagine, mi fece molti complimenti e mi esortò a pubblicare in forma di romanzo “Gli odori”. Diceva che era un bel libro e che era obbligatorio “denunciare” tutto quello che aveva subito questo ragazzino. Non sapendo come fare, mandai un fax al Maurizio Costanzo Show, pochi giorni ed ero sul palcoscenico del teatro Parioli, e grazie alla trasmissione trovai il mio primo editore.
Ma non si è fermato al primo libro…
Mentre ero in viaggio per Torino emozionato per la firma del mio primo contratto editoriale, iniziai nel percorso aereo a scrivere il mio secondo libro “Genny Flowers. Confessioni di una travestita in attesa di pensione di invalidità” pubblicato da Suk libri. E,  visto il successo, inizio a convincermi che sono uno scrittore. Così nasce “Mercanti di anime e di usura” (Ancora del Mediterraneo), poi non mi fermo più, arrivano altri libri. I format televisivi della Rai si interessano a me intervistandomi e rrivano le estenuanti presentazioni tra Napoli, Roma, Milano, Torino -dove più volte sono stato presente al Salone del libro-  e in altre grandi città. Sono contento: è un riscattarsi con se stessi e con il mondo, un messaggio a tutte le persone che hanno subito. Si può andare sempre avanti a testa alta, nonostante le negazioni e i soprusi, impari leggendo e scrivendo, a difenderti da chi usa linguaggi forbiti. Solo per metterti in difficoltà, spesso con uno sciorinare di verbi, aggettivi, vocaboli, e inutili paroloni, solo per dimostrare di quanta “non” cultura sono in possesso, ma quelli che lo fanno sono persone insicure, e anche questa è una altra storia.
Conosciamo i titoli come “La luna esiste?”(Luciani Editore) “La radura verde smeraldo” (Istituto Italiano di Cultura)“ Macedonia e Valentina”(ilmondodiusk) dove troviamo una accorata prefazione di Annamaria Ackermann che la definisce “Paladino delle donne”, presentato alla book expo di Chicago nel maggio 2016, oltre a essere proposto, tra l’altro,  alla John Cabot University  di Roma. Di questi testi lei  fa una trasposizione teatrale, da cosa nasce l’idea di portare sul palcoscenico vite vissute,  storie reali forti importanti appunto come  “Macedonia e Valentina” dove si narra  la vicenda vera di una monaca che si innamora di una carcerata?
A parte il mio sapere (la strada è sempre stata la mia vera scuola), effetti devo ringraziare Maurizio Costanzo. Ero alla mia quarta puntata di M:C:S. era una trasmissione mandata in onda di mattina in diretta, durante la  pausa pubblicitaria, Costanzo mi disse: “Ma lei descrive cosi bene questi personaggi di strada, perché non li porta in scena?”. Mi misi subito all’opera, così “Confessioni di una travestita in attesa di pensione di invalidità” diventa uno spettacolo molto seguito con tre edizioni di rappresentazioni, da lì parte il tutto.
Ritornando a “Gli odori dei Miei Ricordi,” come mai non è stato finora messo in scena, visto che è stato il suo primo romanzo?
E’ un testo difficile, non mi sentivo pronto, dovevo fare esperienze, anche perché inizialmente qualche regista aveva messo mano sui miei scritti facendo qualche disastro, non ne ero contento, poi  ho capito che dovevo impormi, la mia scrittura deve essere rispettata,  certo che se c’è qualche dubbio ne parliamo e sono disponibile a modificare passaggi, ma sempre con la mia penna. Devo dire che, per onor di cronaca, ci sono stati molti registi con cui mi sono trovato bene, tra cui Miryam Lattanzio, e Stefano Ariota che ha portato un mio testo in tournée per tutta la Campania “La radura verde smeraldo”. E nei teatri come testo didattico per le scuole, ma l’attore/regista con cui collaboro da anni come autore è Vincenzo Borrelli.
Vincenzo Borrelli è il direttore artistico di Centro Teatro Spazio, lo storico piccolo teatro   di San Giorgio a Cremano che diede i natali a  Massimo Troisi e che ogni anno propone un interessante cartellone.
Con Borrelli è nata una bella collaborazione, basta guardarci negli occhi e si va avanti. Lui sa benissimo che i miei testi non devono essere toccati nemmeno di una virgola, ed è rispettoso di questa mia  scelta. E io non intervengo mai nelle sue scelte registiche. Confesso che sono sempre felice di assistere alle sue rappresentazioni, messe in scena con rigore, con professionalità. E condivido pienamente la scelta di scelgliere attori che fanno parte dell’accademia del suo teatro, giovani professionisti come Marina Billwiller, Cristina Ammendola, Simone Somma , Antonio Tatarella, e tanti altri.
Cosa c’è in cantiere con il regista Borrelli?
Proprio “Gli odori dei miei Ricordi”  al Centro Teatro Spazio con Andrea Notarnicola e Andrea Russo diretti da Borrelli. In scena, venerdi 21 di aprile e sabato 22, lle 21. Domenica 23, alle 18,30.
Lei è abituato ad assistere alle messe in scena dei suoi testi, ma credo che sia  i particolar modo emozionante guardare passare la propria vita su un palcoscenico…
Sinceramente sì. Quando Vincenzo mi ha chiesto un test, ero dubbioso, anzi volevo smontare la cosa e gli dissi: “Hai il coraggio di mettere in scena gli odori?” speravo in cuor mio che mi dicesse di no, (fa troppo male) lo avrei capito e un argomento troppo complicato, la sua risposta fu un entusiasmante “sì”. Comunque sono felice di questa sua scelta, per tanti motivi, tra cui quello che dicevamo prima, lui non mette mai mano alla mia scrittura, poi è un vero professionista, rimango estasiato anche quando assisto ai testi  miei.
Ritornando alla Russia, com’è approdato in un paese che non apre facilmente le porte a un autore del suo stile, con tematiche così particolari?
In tutta onestà mi ha aiutato un mio carissimo amico- fortunatamente il valore dell’amicizia esiste ancora. Mi sono trovato molto bene in Russia e ci vado spesso. Lo trovo un paese accogliente, che dà opportunità lavorative, con una grande storia e una immensa cultura. Inoltre, il popolo  russo ama l’Italia, la nostra storia, la nostra musica, e, nel mio caso, la letteratura italiana. Io sono uno dei pochissimi autori napoletani tradotti in questa magnifica lingua che ha dato i natali a letterati del calibro di Marina Cvetaeva, Nikolaj Gogol’,  Cechov, Gor’kij, Dostoevskij -tanto per citare alcuni illustri nomi,- non finirò mai di essere riconoscente al mio caro amico e fratello. E sono anche grato a case editrici coraggiose, che hanno pubblicato i miei libri con tematiche a volte scomode.
E noi s
iamo orgogliosi che uno scrittore partenopeo diffonda una parte della nostra cultura in Russia. Aspettando di assistere  a “Gli odori dei miei ricordi” al Centro Teatro Spazio di San Giorgio a Cremano.