Il debutto in prima nazionale di Testimone Oculare (Iwitness) testo di Joshua Sobol per la regia di David Jentgens con traduzione e adattamento dello stesso Jentgens e Anna Marchitelli, è andato ieri (luned 21 marzo) in scena al teatro Bolivar di Materdei (via Bartolomeo Caracciolo 30, Napoli).
La storia vera di Franz Jgersttter, cittadino austriaco che si rifiutò, dopo l’Anschluss del suo Paese alla Germania, di prestare servizio militare e per questo processato e condannato a morte, trova, nel testo di Joshua Sobol, una rappresentazione perfetta di come la Storia sia costituita dalle singole scelte di ciascuno di noi, come la piega degli avvenimenti dipenda, alla fin fine, da un s, da un no, da un chinare il capo piuttosto che mantenere lo sguardo dritto verso chi ci sta di fronte. Un gesto, un monosillabo, una firma, come una divisa in questa caso, un semplice pezzo di stoffa alla fin fine, possono fare la differenza tra la Banalit  del Male e la tragica Grandezza del Bene.

Il testo è sicuramente interessante, affronta un tema individuale e collettivo al tempo stesso, di grande emotivit .
La messa in scena soffre però, a nostro parere, di uno sviluppo a tratti eccessivamente lungo, rischiando cos di assumere un tono didascalico laddove, come spesso accade in teatro, si comunica in maniera più profonda con il Non Detto che nella profusione di sviluppi narrativi.
Nel ruolo del protagonista Ettore Nigro, che pure abbiamo molto apprezzato come regista in altre prove, ci è sembrato non completamente padrone di quella fisicit , di quel rapporto con il Movimento e con la Voce, necessari per rendere in maniera ottimale un personaggio come Franz J. alle prese con la prigionia, i ricordi di una vita e la consapevolezza di una morte imminente.

Presenza scenica hanno mostrato David Power nel ruolo del Prete e Teresa Raiano nel ruolo di Franka.
Una prova , quella degli attori, tutti molto giovani, che nel complesso mostra notevoli margini di miglioramento.

Finch ci saranno giovani interessati al teatro, finch i giovani andranno a teatro ma soprattutto finch si cercher  di dire qualcosa anche con il Teatro, con tutti i limiti o le imperfezioni possibili, fino a quel momento, forse, la speranza di riuscire a dire un s o un no al momento opportuno sar  l’ultima a morire.

Fino a domenica 27 marzo
Per saperne di più
www.teatrobolivar.com

Nella foto, un momento dello spettacolo