La Reggente di Fortunato Calvino, regia di Stefano Incerti, è stata proposta al Ridotto del Mercadante dal 19 al 24 gennaio con Elena Russo, Salvatore Striano, Luigi Credendino. Scene di Renato Lori con Elvira Borriello, Maria Bosticco, Luca Di Napoli, Fabio Marroncelli, Stefania Saviano, Barbara Vandi, studenti di scenografia dell’Accademia di Belle Arti di Napoli. Costumi di Assunta Ausilio, Monica Favella, Carmine Tulipano allievi di Zaira de Vincentis della stessa Accademia. Luci Cesare Accetta. Assistenti regia Silvia Chella e Antonio Longobardi. Trucco Sveva Viesti. Foto di scena di Marco Ghidelli. Produzione Teatro Stabile di Napoli.

Elena Russo è la boss, ossia la reggente, il ruolo che spetta alla moglie quando il marito, capo di un clan malavitoso della camorra, è in carcere.
Primo esempio di donna-boss è Pupetta Maresca, anni sessanta, moglie di don Raffaele Cutolo detto ” o’ professore”. Elena interpreta magistralmente la malvagit  di ogni essere malavitoso. Vive come ogni delinquente segregato nella paura di essere tradita e uccisa da un parente o dall’amico più fedele. Per governare il clan, dare ordini, arricchirsi, difendersi, ha accanto due scagnozzi turpi ceffi Eduardo (Striano) e Diego(Credendino). Il loro compito è di cani bastardi ringhiosi contro onesti commercianti, piccoli imprenditori, professionisti, per farsi pagare il pizzo e minacciarli o torturarli se si rifiutano o chiedono un rinvio della tassa a loro imposta con inaudita prepotenza violenta.

Elena è giovane bella sensuale non può privarsi di fare sesso che lo impone, lo pretende, lo decide quando vuole al suo più fidato collaboratore.
E’ solo sesso senza amore. Non può concedersi attimi romantici anche perch non è abituata, non li ha mai vissuti col rozzo e volgare marito. L’amore lo ha solo sognato in et  adolescenziale. Non lo ha vissuto neanche in famiglia, certamente poco onesta e incline alla malavita. Lei ha accettato la corte e il matrimonio col capo zona per sete di ricchezza, per essere protetta, orgogliosa di essere stata scelta come pupa del boss. E’ la scelta più insana e comune per molte di essere rispettata nel quartiere come per i maschi delinquere in tenera et . La figura del boss di quartiere è antica. Forse è sorta con le tante dominazioni straniere gi  nel primo millennio.
La citt  composta da tanti quartieri non è stata mai facile da governare. Ogni duca, principe, sovrano, doveva assicurarsi di domare un popolo ribelle per indole, miseria e fame. I loro soldati non potevano reggere tale compito anche per questione di lingua usata dal popolo, prima il greco, poi il latino volgare, infine il dialetto. Unico modo scegliere e pagare uno o più servi del potere per sedare eventuali rivolte. Si è creata nei secoli una generazione di violenti con una gerarchia all’interno di ogni gruppo e di ogni quartiere che aveva il consenso di usare ogni tipo di violenza, crudele e priva di qualsiasi forma di piet , pretendendo assoluta obbedienza, dedito non a un proprio lavoro ma solo allo sfruttamento di quello altrui. La loro presenza è spesso citata negli scritti dei viaggiatori del Gran Tour. Si ricorda che all’arrivo di Garibaldi in citt  costoro furono reclutati nella polizia con a capo il noto Totore De Crescenzo boss di via Ventaglieri della zona di Montesanto. Il fascismo è stato lo specchio della malavita. Ancora oggi, dopo le promesse di ogni politico, i vicoli sono campi di battaglia tra i vari clan.

La Russo, attrice dalle doti eccezionali, ha reso viva e vera la nuova realt  della citt  in cui si sta sempre di più evidenziando il ruolo di donne,
ugualmente crudeli e spietate, nell’ avvelenare la vita di una Napoli che tenta di presentarsi nuovamente a livello internazionale come capitale della cultura con eventi ideati da associazioni e singoli cittadini in collaborazione sempre più attiva delle istituzioni del Comune e Regione.

La regia ha distillato sapientemente toni di gestualit  dei tre personaggi
dalla psicologia deviata quasi animalesca per rendere meno aspra la storia tanto attuale quanto fortemente drammatica per i contenuti.

Nella foto, un momento dello spettacolo