Roberto Russo, l’apprezzato autore di testi come “NeroLuce”, “Il Re”, “Il grande Cirillo”, “La camorra sono io”, “Mortal Kabaret” e “Silvia e i suoi colori,” ha presentato alla Sala Ferrari di Napoli,  il suo nuovo lavoro, diretto da Gianni De Feo, da sempre diviso tra teatro di ricerca e quello classico, fino a giungere al musicale con personaggi come Michael Aspinall, Paola Borboni, Fiorenzo Fiorentini, Romolo Siena, Sylvano Bussotti, Roberto De Simone, Tato Russo e Lindsay Kemp.
«Rifiuti –  scrive l’autore nelle sue note – propone voci e suoni in uno spazio invaso da detriti, oggetti e frammenti di un  qualcosa che è finito. Una struttura di legno, un’Arca, forse, o una zattera o un grottesco albero dalle braccia rinsecchite, troneggia sul Nulla… E due dispersi, Jacco e Loise, in uno scenario apparentemente di fantasia, certamente surreale, ma non troppo lontano… Rifiuti. Ciò che è, e ciò che appare. Una fantasia acida o una premonizione… La ricerca di un senso in una storia collettiva senza senso. Voci e Suoni. Ombre in un ambiente devastato. Frammenti di qualcosa che è finito o che, forse, attende un Nuovo Inizio. “Rifiuti” che,  in apparenza, parla di altro, fino a svelarsi».
L’operazione appare, sin dall’inizio, decisamente ambiziosa, narrazione drammaturgica di una Fine e di un nuovo Inizio insieme,  di una Perdita e di un Ritrovamento  di Senso, di Identità, di Appartenenza attraverso un cammino esperienziale a ritroso per Loise , quasi una sorta di  Rebirthing, ed una narrazione di carattere epico per Jacco, che “Castigat ridendo mores “da buon attore anche se in disarmo, ma pur sempre Custode delle Parole che, con il loro Filo Rosso, sono l’ultimo baluardo contro le Ombre, sono l’Arma della Bellezza che, nonostante tutto, nonostante noi stessi, salverà il Mondo.
L’ambizione dell’autore trova abile e sapiente traduzione registica con Gianni De Feo, che rende con le giuste atmosfere cupe il deserto urbano e la desertificazione delle due Anime Vaganti dal cui incontro- scontro , come da un Big Bang esistenziale, prenderà forma la Vita.
Sergio di Paola rende molto bene Jacco, l’Attore, il Buffone, il Custode delle Parole che nessuno vuole più ascoltare, in un mondo in cui siamo stati troppo impegnati a lasciarci intrattenere per soffermarci ad ascoltare e a capire cosa succedeva intorno.
Imma Pagano, nel ruolo non facile di Loise, passa dalla Loise ignara ed imbambolata a quella tormentata e consapevole della seconda parte, sembrando in verità più credibile nella prima che non nella seconda, durante il viaggio interiore di questa donna, alla ricerca di quei frammenti della sua Vita di cui ha bisogno per ricomporre il proprio Io ed il Senso di un tutto che sembra sfuggirle di continuo.
Fondamentale l’apporto della scenografia di Roberto Rinaldi, creatore della struttura che sarà Arca, Zattera? O Albero della Conoscenza, dal quale Jacco, novello Serpente, dona a Loise il Frutto proibito della Conoscenza? Le Ombre ( Ida De Rosa, Lorenzo Russo e Caterina Bianco anche al violino) sono in agguato, ma la Bellezza è lì a portata di mano. Almeno per il momento.
Le date delle prossime repliche sono in via di definizione.

“Rifiuti-il primo giorno”
di Roberto Russo
con Sergio Di Paola e Imma Pagano
e con Ida De Rosa, Lorenzo Russo
Caterina Bianco al violino
Regia di Gianni De Feo
Scene e Costumi di Roberto Rinaldi- Luci e Fonica di Fabio Palliola
Assistente alla regia, Maurizio Della Volpe
In foto, una scena dello spettacolo