Quando l’odio sovrasta le nazioni, vincono i sentimenti dei singoli. Sono questi, fortissimi, a popolare il testo “Pane. Storia d’amore in tempi di guerra” che va in scena dal 27 al 29 novembre nella Casina pompeiana della villa comunale di Napoli (alla riviera di Chiaia, venerd e sabato alle 20,30- domenica alle 12, con aperitivo palestinese) proposto dalla comunit  palestinese per celebrare la giornata Onu per la Palestina del 29 novembre.
Lo spettacolo, scritto e diretto da Luisa Guarro, è liberamente ispirato dal racconto “Il pane” di Samira Azzam, nata nel 1927 ad Acri, insegnante, giornalista, scrittrice della diaspora palestinese. Dopo la fondazione dello stato di Israele, si sposta in Cisgiordania e poi in Libano. Muore nel tentativo di ritornare in Palestina, nel giugno 1967, allo scoppio della guerra dei sei giorni. In scena Cecilia Lupoli, Ettore Nigro e Omar Suleiman. Il disegno delle luci è realizzato da Paco Summonte.
Gli spettatori si troveranno di fronte a una storia d’amore nata nel bel mezzo della guerra, durante la breve resistenza dei civili palestinesi, nel 1947. Protagonisti, una volontaria infermiera e un improvvisato soldato, impegnati in azioni necessarie, sollecitate dal pericolo di morte che incombe. Coinvolti dalla bellezza e delicatezza che ciascuno riconosce nell’altro, nonostante il freddo e il fragore delle esplosioni, la paura e la rabbia. Accade un giorno che lei si faccia carico di portare pane ai soldati in trincea, privi di provviste da troppo tempo, tutti affamatissimi tra loro c’è anche il suo amato…
Spiega Guarro «Samira ha vissuto la Nakba, la cacciata dei palestinesi dalle loro case, scrive ciò che ricorda e ne fa dei racconti brevi, tristi e intensissimi dove il linguaggio è concreto, materico, mai astratto, mai concettuale. Propone colori, oggetti, suoni, odori, ambientazioni che rimandano alle atmosfere; dei personaggi descrive le azioni, le parole, le movenze, i movimenti del corpo e del volto, che evocano le emozioni ». Creando un intreccio di grande impatto.
L’autrice stessa scrive «Non sarebbe bastato sopravvivere alla morte, si è davvero sopravvissuti solo se il cuore continua a battere, mosso dalla speranza e dall’amore, e in quella breve resistenza e in quanti dopo e ancora resistono, dentro e fuori la Palestina, il cuore batte forte».

Per saperne di più e prenotare
Tel. 081 5527380 | 340 4618909
Il biglietto costa 10 euro

In foto, due immagini di scena