Il cerchio primo. Spettacolo ideato dal gruppo IF0021 composto da artisti di arti diverse, prodotto da E45 Napoli Fringe Festival, Artgarage, presentato al Piccolo Bellini. Due protagonisti in scena il performer Giuseppe Brancaccio e Manuela Albano al violoncello. Coreografia di Emma Cianchi, direttore artistico di Artgarage, video creazioni di Gilles Dubroca, sound design di Dario Casillo, musiche di Raffaele Lopez, sceneggiatura di Giò Fronti, costumi di Leandro Fabbri, scenografie Laboratori Flegrei e Kina, assistente alla coreografia Michela Ricciardi.
IF0021 è un collettivo nato da incontri a Napoli nel 2009 tra artisti di paesi diversi ed Emma. Essi creano fondendo le proprie esperienze performance live, installazioni visive e sonore, composizioni musicali, coreografie. Brancaccio è ballerino e attore dotato di molteplici esperienze assimilate in diversi stage internazionali. Manuela, diplomata al Conservatorio di San Pietro a Majella, ha studiato la musica barocca e perfezionato i suoi studi con Maestri in Italia e all’estero partecipando nelle orchestre del San Carlo e del Reggio di Parma. I lettori di www.ilmondodisuk hanno letto la sua recente partecipazione nel dirigere Scalzabanda, composta da adolescenti, a Villa Pignatelli in un evento del Festival “Soave sia il vento”.
In scena un albero spoglio, l’Albero Cosmico appeso capovolto illuminato da una luce grigio/cenere e a tratti da un video mapping suggestivo, raffinato, onirico, mutevole nei colori. Lo spettacolo parla col linguaggio muto della danza teatralizzata di Giuseppe che entra ed esce saltando attratto dalla forza magnetica espressa dalla musica senza mai infrangere il Grande Cerchio simbolo della Natura. Egli armonizza la sua dinamicit  spontanea con la assoluta precisione della forma geometrica del cerchio. Interpreta la cultura millenaria cinese del Sign in espressa nel libro dei mutamenti I Ching.
La sua performance unisce materia all’astrazione, logica e sentimento, incontro tra uomo e Natura. Celebra la cultura orientale con gesti primitivi carichi di valenza estetica armonizzando il mondo della cultura contemporanea con quello della Natura espresso dal Cielo, Terra, Acqua, Vento, Fuoco. Il suo è un andare verso ogni elemento coinvolgendo lo spettatore nell’evento. La sua azione scenica aumenta sempre più di ritmo fino al punto di scomporre il cerchio al punto tale di polverizzarlo dando l’impressione di acqua che schizza e fuoriesce da un lago circolare.

Manuela in scena è sul lato opposto immobile immersa in una penombra quasi magica. Contrasta la dinamicit  di Giuseppe.
E’ intenta, in completa solitudine, a cercare tra le corde del violoncello note di una musica intimistica in cui sono racchiusi tutti gli elementi di quella Natura circoscritta dal Cerchio. Lei è protagonista di quella variet  espressiva dal profilo internazionale espresso dalla musica espressa dal vento tra i rami di un bosco o di una foresta, dalle onde, dagli uccelli e poi assimilata dall’uomo che la interpreta soffiando in una canna di bambù o da primitive corde tese sulla cetra che accompagnano canti e poesie.

Manuela simboleggia il progresso, l’evoluzione della specie umana attraverso la cultura,
l’arte, la comunicazione, l’innovazione e la sperimentazione attraverso una continua ricerca nello studio metodologico. Lei va oltre il Cerchio per comunicare con l’uomo vivificando la sua vita, facendolo transitare in un caleidoscopio di grandi dimensioni denso di emozioni.

In foto, un momento dello spettacolo