Gli Studi della soprintendenza archeologica di Pompei sono arrivati alla loro ventisettesima pubblicazione. Marted 14 luglio, il museo archeologico nazionale di Napoli ha ospitato la presentazione di “Ex corpore lucrum facere. La prostituzione nell’antica Pompei” edito da L’Erma di Bretschneider scritto da Pietro Giovanni Guzzo responsabile della soprintendenza archeologica speciale di Napoli e Pompei, e Vincenzo Scarano Ussani, professore ordinario di storia del diritto romano alla facolt  di giurisprudenza dell’Universit  di Ferrara. La presentazione è stata presieduta dal prof. Mario Torelli dell’Universit  di Perugia.
Un testo filologico, scritto a due mani, in cui simbioticamente e armonicamente si intrecciano l’anima archeologa e quella giuridica dei due artefici. Per la prima volta si offre la possibilit  di conoscere, indagare e studiare, con una precisione dettagliata e una minuzia di particolari da antichi miniatori, la ricostruzione degli aspetti giuridici, dei luoghi e del panorama sociale in cui avveniva la prostituzione e il lenocinio a Pompei nei decenni anteriori al 79 d.C.
Varie sono le testimonianze e le tracce: edifici, affreschi e graffiti, che provano la presenza determinante del meretricio femminile e maschile nella citt  vesuviana.
Il titolo del libro deriva da un’iscrizione ritrovata su un muro della Basilica della citt , frase minacciosa e offensiva, riferita ad una certa Lucilla, che sottolinea uno dei dati più significativi, ovvero la presenza del commercio sessuale nella citt , marchio indelebile e imperituro di cui si gravava la prostituta e che rimaneva anche oltre la cessazione dell’attivit .
Torelli sottolinea il valore storico-sociale del testo essendo la prostituzione un fenomeno pervasivo, che creava una fitta rete di rapporti sociali, e soprattutto era uno strumento di controllo sociale in quanto veniva usato per ottenere consenso e per reprimere e contenere le masse inferiori ribelli.
Un lavoro nato per gioco, come spiega Scarano Ussani, e poi divenuto una sfida per cercare di sfumare quel troppo colore dato a quell’aspetto di Pompei che continua a suscitare anche curiosit  vojeristica. Ne emerge una storia di miseria, sfruttamento e schiavitù, in cui è fondamentale il districarsi degli aspetti giuridici, nonch di quelli archeologici ed epigrafici.
Interressante lo studio dei luoghi, che identificano quel tipo di professione, non dimenticando che Pompei ha riportato alla luce l’unico lupanare riconosciuto dagli studiosi. Il testo contiene delle tabelle scritte e tavole topografiche che riportano in maniera pedissequa e precisa i costi, i luoghi e i nomi legati al meretricio e al lenocinio.
Pregevole scritto, analisi del costume dell’arte, il testo è scientificamente documentato e rilegato e corredato da immagini a colori, scelte tra le più singolari e conturbanti, a rendere ancora più godibile lo studio.

In alto un’immagine di Pompei, in basso la copertina del libro.

"Nasiallinsù" all’Arenile Reload

Questa sera, alle 20.00, l’Arenile Reload (Via Coroglio 14b) ospita la presentazione di Nasiallinsù, la nuova collana delle edizioni Graf.
A inaugurarla c’è "Se vuoi chiamami Luca" di Paola de Luca, romanzo del genere ChickLit in cui l’universo femminile è protagonista con tutte le sue sfumatura tragiche e ironiche.

Per saperne di più: www.edizionigraf.it