lava che si propaga sulla superficie, è magma incandescente, è una costellazione, è un buco nero, è tutto questo e altro ancora la ricerca pittorica di Luigi Pagano. L’artista salernitano è in mostra con la sua “LaMateria/Verba”, all’ AICA|Andrea Ingenito Contemporary Art (via Cappella Vecchia 8/A Napoli) da oggi, alle ore 19 il vernissage, fino al 27 febbraio. L’esposizione, curata da Andrea Ingenito, sar  arricchita da una lettura critica delle opere da parte di Lorella Starita e di inediti testi poetici in tema narrati da Marco De Gemmis, Luca Gioacchino Di Bernardo ed Enza Silvestrini.
In mostra circa quindici lavori che evidenziano il legame che sussiste tra la materia pittorica e la natura. Le opere si lasciano accarezzare, levigare e scoprire da Madre Natura che nel caso di Pagano è tutt’altro che matrigna, è una natura benevola che, come una fedele discepola, aiuta il Maestro nel suo percorso cromatico.
L’artista, nel creare i suoi lavori, utilizza materiali primari come cera, carbone e colori vegetali, dipinge tele stese sulla terra, spruzzando e lanciando i colori, facendo colare la pittura e lasciando le sue opere all’aperto, in modo che anche gli agenti atmosferici partecipino al processo creativo e permettano all’immagine di emergere dal supporto. Un duetto perfetto che Pagano realizza con la sua arte, arte che nasce da lamiere e carte che, graffiate e levigate, danno vita a un mondo fatto di esplosioni emozionali tattili e materici.
Un insolito “Ovo” inghiottito in un buco nero, iridescenze metalliche che appaiono costellazioni e vortici di magma cromatico che sembrano voler fuoriuscire dal limite imposto dall’artista, tutto ciò fino ad approdare a quella che l’artista definisce una “ricerca di brillantezza”, ovvero lo stato di grazia in cui luce e forma, materia e spirito si annullano per diventare pura energia.

Nelle immagine, quattro opere di Luigi Pagano. In alto, "Pieghe", in basso da sinistra, "Vortice", "Solo cuore" e "Foro fossile"