“Io morirò, voi morirete, tutti moriranno senza avere mai visto la cupola di S. Pietro,il Colosseo, il Castel Sant’Angelo illuminati dalla luna. Questo privilegio meraviglioso che hanno conosciuto Piranesi e Goethe a me non è concesso. Pensate se Castel Sant’Angelo non avesse l’illuminazione che purtroppo ha, provate ad immaginare la luce della luna che percorre le statue del ponte degli angeli del Bernini con il Tevere sotto. Bisogna andare incontro alle attese della gente? Ma la gente è abituata agli ipermercati, alla televisione a colori, la gente non sa più apprezzare ne la luce ne il colore. Un responsabile dei musei non ha solo il compito di preservare le opere d’arte, certo è il suo primario dovere, ma il suo compito dovrebbe essere soprattutto quello di educare: insegnargli che cos’è la luce e usarla con parsimonia, con giudizio e solo se necessario. Usiamola con cultura e con sensibilit “. Parole di Antonio Paolucci, storico dell’arte, attuale direttore dei Musei Vaticani ed ex ministro per i beni culturali nonch soprintendente per il polo museale a Firenze, in un recente incontro romano, all’associazione Civita, dove si è discusso dell’alto consumo di energia elettrica nel settore museale, analizzando le problematiche riguardanti il contesto.

Alla tavola rotonda erano presenti esponenti del progetto Musei Illuminati: tra i promotori del progetto, l’associazione Civita.

Sostenibilit  economica e ambientale messa a rischio, il riscaldamento planetario, l’effetto serra, l’emissione di CO2 e molti altri ancora, sono i problemi da affrontare.

La crescita dei consumi aumenta la presenza dei rifiuti e di conseguenza il problema dello smaltimento. Ma ogni paese può fare la sua parte e deve farla poich le risorse non sono illimitate.

I musei illuminati non possono esimersi dall’affrontare la questione della sostenibilit  ambientale e possono farlo in vari modi. Per esempio, l’utilizzo di fonti energetiche alternative come l’impianto fotovoltaico.

La realt  museale nel nostro paese consta circa di 4700 musei tra pubblici, privati ed ecclesiastici. I consumi energetici nei bilanci delle strutture museali è elevatissimo. Per la conservazione dei patrimoni artistici ospitati, alcuni sono costretti a consumare ingenti quantit  di energia. Sia per la climatizzazione che per l’illuminazione.

Il largo utilizzo di energia ha colpito in pieno il museo napoletano Madre, che dovr  pagare circa 142 mila euro all’Enel e, per far dunque fronte alla salata bolletta, dall’1 ottobre restar  aperto solo dalle 10 alle 14.

Se ci sono fonti di elettricit  alternativa possibile, perch non adoperarle? Certo, il costo per il montaggio di un nuovo impianto fotovoltaico non è basso. Ma parecchi Paesi si stanno adeguando alle normative e soprattutto a un’innovativa mentalit , probabilmente sostenuti anche da un aiuto economico consistente che consente il rinnovamento dell’impianto. Perch non può, dunque, farlo anche il Madre che da poco ha ricevuto una cifra di circa 300 mila euro per evitare la chiusura?

Musei alimentati da pannelli solari esistono. Il sole è un energia inestimabile e non sfruttata a dovere. Al di l  di un taglio dei consumi, andrebbe cercato un adeguato uso della luce che, ai giorni nostri, è un traguardo possibile.

Foto di Roberta Fuorvia