“Chi fermer  la musica?” cantava, domandandosi retoricamente qualcuno. Ed in effetti pare proprio che nessuno riesca a fermarla, la musica, compagna fedele, guardiana di ricordi, fonte inesauribile di sogni ad occhi aperti e nutrice di speranze. Ti tenta, come una cioccolata calda in una notte d’inverno e dopo che l’hai assaggiata non puoi più farne a meno, provare per credere!

Parola di Mario Maglione, artista napoletano che torna, dopo 8 anni, a dare alla luce una sua creazione. “Na voce, na chitarra e…”, edito dal celebre Gruppo Sassi, presentato in anteprima nazionale luned 14 dicembre presso l’EPT (Ente Provinciale Turismo) di piazza dei Martiri. Il disco è un’esplicita dedica ai poeti, i musicisti e gli artisti che hanno reso grande la musica napoletana nel mondo ed è composto da 13 brani di autori che vanno da Murolo a Fiore, da Gragnaniello a Viviani, fino a culminare con “Napule è” di Pino Daniele, meravigliosa cartolina e simbolo di Napoli. Brani emozionanti, che il maestro Maglione non aveva mai, o quasi mai, intonato in pubblico, che rappresentano a pieno una Napoli che è sempre musa ispiratrice, una Napoli che affascina e che irretisce.

Questo è l’ennesimo segnale forte del bel momento che sta vivendo la musica napoletana, che continua a diffondersi anche e soprattutto fuori dei confini nazionali, incontrando, però, maggiori difficolt  qui, in un Italia sempre più anglofona ed esterofila. Bisognerebbe incoraggiare questi movimenti, queste iniziative prese dai veri artisti napoletani, quelli che rappresentano un simbolo per la citt , fuori dagli schemi di un presuntuoso neomelodico, quegli artisti che non smettono di essere “scornosi”, pur di mantenere integra ed intatta la propria identit , dignit  ed orgoglio. Perch, parliamoci chiaro, la musica napoletana non è solo un prodotto da esportazione, buono per mantenere saldo il connubio “pizza-mandolino”, ma fa parte della cultura stessa della citt  di Napoli. impossibile scindere Napoli dalla musica napoletana, quasi quanto lo è provarci col Vesuvio ed è importante che il ragazzo che conosce i beni culturali, artistici di Napoli, come Santa Chiara o il Palazzo Reale di Piazza del Plebiscito, conosca anche questa parte del patrimonio culturale napoletano. Perch si, la musica non si può fermare, ma con un po’ di aiuto, possiamo farla crescere ancora.

Nella foto, Mario Maglione