"Questo libro è una storia d’amore. La storia d’amore con un mondo, con un mestiere, con un modo di vivere, con una grande famiglia". In queste due frasi è racchiusa l’essenza del volume di Antonio Manganelli, Capo della polizia scomparso all’et  di 62 anni lo scorso 20 marzo per un tumore, presentato all’ Universit  Suor Orsola Benincasa di Napoli.
“Il sangue non sbaglia” (ed. Rizzoli), oltre a essere un romanzo giallo, è anche una spassionata dichiarazione d’amore amore per la citt  di Palermo, che ha legato a doppio filo una generazione di giornalisti e poliziotti; amore per un mestiere, fatto di pazienza e coraggio ma anche di paura e dolore.
“Un romanzo generazionale di poliziotti e inquirenti spiega Enzo d’Errico, giornalista del Corriere della Sera che racconta un mestiere che ti abitua ad avere sempre a che fare con il dolore, costringendoti ad adottare tecniche di sopravvivenza diverse per non farti sopraffare”.
Allo stesso tempo il volume è anche “un piccolo manuale di tecniche investigative nervato dai sentimenti – come spiega Raffaele Cantone, giudice della Corte di Cassazione e docente di Profili sostanziali e processuali della Legislazione antimafia – che racconta con garbo i trucchi del mestiere”.
Un lavoro in cui si riconoscono la malinconia e la voglia di vivere nella stanza dell’Oncology Centre di Huston, tra le cui pareti Manganelli ha deciso di regalare al lettore l’immagine di un poliziotto “che rappresenta la vera ossatura dello Stato, che fa il proprio lavoro in silenzio e con passione”.
Le autorit  civili e militari presenti in sala,hanno ricordato una figura che “rester  indimenticabile per la Polizia di Stato” e attraverso la voce della speaker radiofonica Fabiana Sera, il pubblico tutto ha avuto uno scorcio del mondo in cui si muove il protagonista, l’ispettore Galasso. “Galasso rovista nei rifiuti, utilizza ogni modus operandi per ricostruire un delitto – spiega Luigi Merolla, questore di Napoli – come un operaio si sporca le mani, cerca, smantella e ricompone ogni tassello alla ricerca del colpevole, mentre noi soffriamo con lui, sentiamo le puzze e gli odori che si mischiano, riconosciamo i sapori, cari a Manganelli, e qui descritti”.

“Il sangue non sbaglia” non è solo un thriller, in cui un ispettore indaga alla ricerca del colpevole, è anche una dedica a “tutti i poliziotti che condivideranno la paura di questo mestiere, che a volte unisce più della gioia” ,
dichiara Adriana Piancastelli, prefetto e moglie di Antonio Manganelli, è la testimonianza della grande vocazione di un uomo per il suo lavoro, “un grande capo e un punto di riferimento che si è saputo prendere sempre le sue responsabilit , chiedendo scusa anche per colpe non sue, con un cuore da sbirro e una testa da raffinato giurista”, ma soprattutto con”una grande voglia di esserci, come un prisma”, amato dalla gente, dai suoi uomini e da tutti quelli che l’hanno conosciuto, che ha vissuto “con gioia ed entusiasmo fino all’ultimo respiro.”

luned 24 giugno 2013

In foto, particolare della copertina del libro