Le edizioni Mangrovie vanno via da Napoli. La piccola casa editrice, nata nel 2006 e dedicata alle opere di scrittori stranieri che hanno scelto la lingua italiana per esprimersi, lascia la sede partenopea di piazza Nicola Amore e si trasferisce a Roma. Oggi pomeriggio, 27 aprile, è prevista l’inaugurazione della nuova sede romana in viale delle Milizie 13.
La scelta di intitolare il nome della casa editrice alla mangrovia, una pianta lacustre dalle radici delicate a met  tra terra e acqua, ha testimoniato l’esigenza letteraria di pubblicare libri di scrittori migranti, che vivono e lavorano in Italia.
La mangrovia come metafora della situazione che vive lo scrittore migrante, il quale pur mantenendo il legame vitale con le radici della sua lingua madre decide di esprimersi e raccontarsi in una lingua ospite ed estranea.
Il tema del catalogo di Mangrovie è l’esperienza dell’esilio, inteso come il tentativo degli scrittori di abbandonare quel rifugio protetto, rappresentato dalla propria lingua, per raccontare in una nuova lingua e quindi avvicinarsi ad un mondo loro sconosciuto.
La casa editrice ha riscosso in breve tempo un significativo successo, con la nascita di tre collane una di narrativa; una di reportage e di scritture di viaggio; una di saggistica.
Per un curioso caso del destino, anche la casa editrice ha intrapreso un percorso di migrazione con la decisione di abbandonare la complicata realt  partenopea.
Gi  mesi fa, proprio dalle pagine de ilmondodisuk, l’editor Silvia De Marchi aveva manifestato le difficolt  incontrate dalla redazione, legate sia all’assenza di scrittori stranieri sul territorio che alla mancanza di collaborazione da parte delle istituzioni locali.
“Paradossalmente è più facile lavorare a Milano, dove ci sono le grandi case editrici” spiegò in quella occasione De Marchi, che oggi ci racconta le motivazioni che hanno spinto la redazione a lasciare Napoli.
Perch avete deciso di trasferirvi a Roma?
“Nei due anni passati a Napoli ci siamo resi conto che mancava la materia prima per una casa editrice come la nostra, ispirata alla letteratura degli scrittori migranti e quindi ad un certo tipo di immigrazione”.
L’immigrazione a Napoli ha caratteristiche diverse…
“A Napoli ci sono gli immigrati di sopravvivenza, quelli che arrivano in citt  per fuggire da realt  di miseria e guerra. Spesso questi immigrati cadono nello sfruttamento della camorra. Non c’è una vera produzione letteraria realizzata da immigrati, non esiste una intellighenzia formata da persone provenienti da altri paesi”.
A Roma, invece…
“A Roma esistono diverse associazioni culturali di immigrati e c’è la possibilit  concreta di fare rete e quindi sviluppare il nostro progetto editoriale”.
stato problematico anche il rapporto con le istituzioni locali napoletane?
“Questo è un problema che esiste in tutta Italia, non solo a Napoli. Oramai dappertutto ci sono tagli alla cultura e quindi è difficile la sopravvivenza per le piccole case editrici”.
Oggi è prevista l’inaugurazione della nuova sede di Roma?
” un incontro che serve a dare la notizia del nostro trasferimento, presto organizzeremo anche una festa per l’inaugurazione ufficiale”.

In alto, lo staff della casa editrice