Un confronto tra lo splendore del passato e le traformazioni moderne dell’architettura. Lo scenario di Pompei riemersa dalla lava, e della città odierna, segnata dal progresso, fanno da protagoniste alle ottanta fotografie di Claudio Sabatino, esposte al Museo Archeologico Nazionale di Napoli nella sala del toro farnese. Gli scatti ci svelano la parte antica di Pompei, come le terme di Caracalla (fotografate dall’artista su incarico del direttore del Mann Paolo Giulierini), affiancate alla città odierna.
L’esposizione Fotografare il tempo, Pompei e dintorni rappresenta un prezioso documento storico-iconografico che ci permette di comprendere a fondo la problematica della tutela del nostro patrimonio archeologico, sempre più soffocato dalla modernità.
A tal proposito sottolinea Giulierini: «Tutela consapevole è prima di tutto ferma opposizione alle speculazioni edilizie ma anche, ad esempio, freno alle centinaia di scavi archeologici che non prevedano un piano di corretta conservazione di ciò che si decide di lasciare en plein air».
E ancora: «Quando parliamo di tutela non intendiamo solo quella relativa ai monumenti, ma anche quella delle nostre coscienze, che non possono e non devono tollerare la distruzione scellerata delle opere di chi ci ha preceduto».
L’evento espositivo (fino al 15 marzo) è curato da Giovanna Calvenzi che nel catalogo mette in luce l’operato dell’artista e la sua abilità nell’aver riunito due mondi distanti in un’unica opera d’arte, considerata un nuovo capolavoro.
Spiega la curatrice: «La lettura sistematicamente documentaria dei luoghi scelti, non si trasforma direttamente in denuncia bensì sottolinea il bisogno di Sabatino di constatare, di ricomporre anche attraverso una visione “democratica”, le contraddizioni della contemporaneità».
E conclude: «Nello stesso tempo la perfetta conoscenza dei luoghi, delle luci, dell’uso del colore trasformano l’intenzione “documentaria e non interpretativa” in una narrazione personale, intensa e partecipe».
Claudio Sabatino è nato a Castellammare di Stabia (Napoli) nel 1967. Si è laureato in architettura alla Facoltà di Architettura di Napoli nel 1998 ma già durante gli anni dell’università ha iniziato a occuparsi di fotografia, dedicandosi prevalentemente alla rappresentazione del paesaggio urbano.
Ancora studente è tra gli autori selezionati per l’edizione del 1997 di “Napoli Fotocittà” con il tema “Dintorni dello sguardo”. Nel 1998 vince il premio Savignano Immagine a Savignano sul Rubicone e nel 1999 il premio della Fondazione Marangoni a Firenze. Nel 2006 riceve una “menzione speciale” al Premio Internazionale Bari Photocamera.
Le sue immagini vengono esposte a Palazzo della Ragione di Milano, alla Triennale di Milano e alla Fondazione Ragghianti di Lucca ma anche nel Festival Internazionale di Roma (2008 e 2006) e all’International meetings of photographydi Plovdiv, Bulgaria (2002). Dal 2002 alterna all’attività di ricerca la pratica della didattica. Vive tra Milano e Pompei.
Per saperne di più
https://www.museoarcheologiconapoli.it/it/