29-06-1994.
In un ristorante del Napoletano si festeggia un matrimonio.
Sono stato invitato da mia cugina.
Alla terza portata, sento il bisogno di stare solo.
Esco e mi avvio verso una discesa, in penombra vedo la figura di una donna che seduta su di un muretto, piange.
Mi avvicino.
lei.
mia zia Marechiaro.
Le siedo accanto, le accarezzo una spalla.
Marechiaro si asciuga le lacrime, le chiedo cosa è successo e lei mi dice
“‘E figli miei, ‘e figli miei”!
Mi si inumidiscono gli occhi, mentre lei con uno sguardo fiero, inizia a raccontarmi un po’ della sua vita.
Mi racconta la sua forza, le sue debolezze, i suoi orgogli, mi racconta di quando andò via da Forcella (zona a rischio di Napoli) sbarcando a Genova nella tumultuosa Via Prè dove lei si impone come figura di riferimento per i derelitti che chi per un motivo chi per un altro si rivolgono a lei.
Aiuta un po’ tutti come una grande mamma, come una grande regina di via Prè.
Sovrana Marechiaro di un mondo di disadattati, in una via dove si viveva delinquenza e violenza.
Ma anche rispetto per codici camorristici, rispetto per l’ essere umano, una via dove napoletani, calabresi, pugliesi e altre culture diventano un miscuglio di forzata convivenza.
Ma Marechiaro è l a difendersi con la fierezza di un animale della giungla, a difendere i propri figli.
Figli nati dal primo marito “Mane ‘e Pece” e dal secondo “Pinuccio ‘o Siciliano”, figli nati a volte per non subire la carcerazione e per non lasciarli da soli , insomma figli per non lasciare figli
(n episodio del film ” ieri oggi e domani” di Vittorio De Sica, fu ispirato dalla vita di Carmela Ferro-il vero nome di Marechiaro).
E a loro dedica la sua vita, amandoli, proteggendoli, sbagliando e rimproverandosi.
Racconta aneddoti e momenti forti della sua storia.
Io sono fiero di questa fiducia che pone in me.
E mi viene in mente quando, ancora quattordicenne, mia zia mi ospitava e io ero l a scaricare casse di “bionde” e ancora ritorno a via Prè per lavoro
(lavoravo come ascensorista sulla nave Achille Lauro).
Tutto mi ritorna, i ricordi, i “fattarielli” raccontati da mio padre, fatti di cronaca.
Decidiamo io e mia zia di riaffacciarci alla festa e, mentre ci avviamo al ristorante, mi viene in mente quando io ero ragazzino e Marechiaro venne a far visita a mio padre.
Bella, bionda con capelli cortissimi , camminava austera su tacchi a spillo altissimi.
23-10-2004.

Rivedo Marechiaro morta in una bara frigo di vetro.
(Bisogna aspettare il figlio detenuto all’ Ucciardone, il carcere di Palermo.)
Una emozione grande prende il mio cuore, sono molto dispiaciuto mi sento male volevo un gran bene a questa donna, e durante il funerale mi accorgo che le persone intervenute, tutti le volevano un gran bene.
C’erano autorit , gente comune, trans, televisione, giornalisti, tutti volevano omaggiare Marechiaro la regina di via Prè.

NOTE-Carmela Ferro “Marechiaro” nasce a Napoli il 25-07-1930.
Sposa “Mano ‘e Pece” e negli anni ’60-’70 i mass-media si occuparono di lei.
De Sica le dedicò un episodio del film “Ieri, oggi e domani” interpretato da Sofia Loren.
Una vita tribolata. Carmela lascia Mano ‘e Pece e si trasferisce a Genova nella malfamata via Prè dove impone la sua figura, dove lotta per sopravvivere. Per evitare il carcere, “porter ” il pancione per anni e molti saranno i figli che partorir .
I figli cui lei dedicher  tutta la sua vita, fino a quando…

In foto, Carmela Ferro detta Marechiaro, con i figli