E’ tornato Masaniello. E’ tornato come se niente fosse successo, o proprio perch in realt  in tutto questo tempo poco o niente è successo. A quasi vent’anni dal primo Bassolino, quello del 1993 dei “passo dopo passo” dei roboanti proclami e delle”gloriose” montagne di sale che hanno condito i pasti di molti abitanti di Pizzofalcone, Marco Di Lello ci racconta dalla prospettiva di un riformista, protagonista attivo di quei tempi, aspetti critici e disarmanti della realt  politica del tempo, mettendo nero su bianco le cause e le conseguenze dell’immobilismo politico nel nostro territorio. Il trionfo del clientelismo e della malapolitica di una classe denominata nel libro “digerente”, determinata ad autoalimentarsi e a preservarsi attraverso l’esercizio di un potere politico per questo fine a se stesso, che si sa però a furia di dilagare genera il germe dell’antipolitica e di rimbalzo spiana la via al populismo. E’questo (sostanzialmente) quello che, secondo l’autore, sta affrontando la politica in questo momento, situazione consacratasi con il risultato delle ultime amministrative e l’avvento del neosindaco De Magistris a Palazzo San Giacomo, chhe dimostra numerose affinit  con il 1993.

L’argomento che però più sta a cuore a Di Lello, e non potrebbe essere diversamente dopo anni di militanza socialista, è quello del riformismo, della sua identit  e della strada che i riformisti debbano percorrere affinch le loro battaglie non possano dirsi perse. Punto centrale anche dell’incontro organizzato alla libreria Mondadori di piazza Trieste e Trento per la presentazione del libro, dove erano presenti, tra gli altri, Umberto Ranieri, responsabile pd del mezzogiorno e il presidente della Regione Stefano Caldoro, l’analisi della strada che sta prendendo il riformismo e delle sue connotazioni salienti non è esente da una riflessione sul perch del dilagare dell’antipolitica e della sostanziale delusione che ha rappresentato il bipolarismo in questo paese , troppo accentrato intorno alle personalit  piuttosto che alle idee e ai contenuti .Ed è proprio in questa direzione che il dibattito si indirizza, con allusione alla necessit  di trovare una nuova dimensione all’attuale sistema bipolare, una caratterizzazione propria non ancora raggiunta in Italia, troppo segnata da tifoserie contrapposte, al cui interno -al di l  dei fumogeni- manca una sostanza e un progetto costruttivo. Una caciara senza ascoltatori che ha il solo “merito”di mantenere inalterato lo status quo .
La strada del riformista è anche questa come lo stesso autore sottolinea nel volume. “Riformismo non può dunque implicare uno stato di soggezione agli interessi dell’economia o dell’impresa, ma al contrario, senza sottrarsi al confronto dell’impresa, è pratica politica che ambisce a governare l’economia, che detta le regole per l’esercizio della libera attivit  d’impresa”.

Marco Di Lello
E’ tornato Masaniello!

La storia interrotta del riformismo napoletano

MB publishing
pagg.130- euro 15