Nel cinquecentesco Palazzo de’ Liguoro è andato in scena a Napoli PIERRE e JEAN, dal romanzo di Guy de Maupassant con l’adattamento di Massimiliano Palmese e la regia di Rosario Sparno.

Lo spettacolo propone una drammatica crisi familiare due fratelli passano con la madre le vacanze estive nella casa al mare, tra gite in barca e le visite della giovane vedova Rose, che entrambi corteggiano; ma l’imprevisto arrivo di un’eredit  suscita prima vaghi dubbi e poi terribili sospetti su quello che nasconde la composta facciata del rispettabile nucleo familiare. In una veloce sequenza di scene, tra le vezzose cerimonie delle due donne e i duri scontri verbali tra fratelli, il romantico Pierre scopre di avere sogni e valori opposti a quelli di Jean, da cui viene deluso e irrimediabilmente ferito. La famiglia piccolo-borghese mostra la sua faccia peggiore, rivelandosi schiava del dio Denaro e inferno di sentimenti che in un niente possono rovesciarsi nel loro opposto l’affetto in gelosia e l’amore in un rancore che è possibile curare solo lontano, via da tutti, in direzione del mare.

Bravi i due attori in scena (Raffaele Ausiello e Carlo Caracciolo) che vestono sia i panni maschili dei fratelli che quelli femminili della madre e di Rose, in una veloce sequenza di scene.La sala monumentale del Palazzo de ‘Liguoro diventa scenografia suggestiva, coinvolgendo gli spettatori da subito nella vicenda.

“Per questo spettacolo completamente autoprodotto, la sfida è sommare all’acuto ritratto che Guy de Maupassant fa della vorace borghesia moderna un gioco di travestimenti e di scambi, per divertire e/o allucinare, e restituire in forma di gioco teatrale un piccolo capolavoro della letteratura europea" spiega Palmese.

" stato impossibile per me sottrarmi alla richiesta di due giovani attori a immaginare un testo con cui presentarsi al pubblico per la prima volta in vesti di protagonisti. In un momento di sofferenza per il teatro in Italia e di più in una Regione che registra grandi squilibri tra ciò che è pubblico (o dovrebbe esserlo) e ciò che è privato, lo stabile e l’instabile voglio testardamente credere che sia ancora doveroso far sentire chiara e forte la voce dei giovani pur in un panorama quasi del tutto sordomuto.”

In foto, gli attori protagonisti