Reperti loquaci. Palpitavano esussurravano tutto il dolore vissuto. Erano gli anni novanta, quando Elio Mazzella, nato a Napoli nel 1938 in una famiglia dove la molecola artistica fluttuava nell’aria e si espandeva nelle vene dei ragazzi di casa, contagiando anche i suoi fratelli Luigi e Rosario, cominciò a raccogliere quei detriti di guerra che trasmettevano orrore solo a guardarli. Giacimento della sofferenza, un angolo del casertano, San Pietro Infine, non lontano da Montecassino, incandescente teatro di battaglie durante il secondo conflitto mondiale. Elio si aggirava nella tenuta di un amico e metteva insieme, paziente e tenace, le testimonianze di un massacro umano. Finch, un giorno, Enrico Montesano, di scena al Palapartenope, non gli chiese di realizzare per lui una decina di sculture particolari, offrendogli cos lo spunto per mettere a fuoco le emozioni e condurle verso le sue nuove creature di ferro. In un grido di pace.
Adesso, dodici di quei cinquanta esseri resuscitati dalla creativit , chedividono il loro respiro tra lo studio dell’autore a san Pietro Infine e la collezione del Museo d’arte religiosa contemporanea (Arca), nel complesso monumentale di santa Maria la Nova, sono esposti, da stamattina (fino al 30 settembre), nel grembo partenopeo del tunnel borbonico di via Domenico Morelli 40, capolavoro d’ingegneria, commissionato all’urbanista Errico Alvino da re bomba, ovvero Ferdinando II, dopo i moti del 1848 e inaugurato nel 1855, per la mostra intitolata “Memorie di futuro”, curata da Giuseppe Reale (ideatore dell’Arca e presidente dell’Associazione culturale Oltre Il Chiostro).
Brandelli da carri armati, caschi militari e altri ordigni bellici si compongono in esistenze che sembrano nate proprio nelle gallerie di tufo, ricovero antiaereo durante gli anni in cui la lucida follia di Hitler incendiò il mondo, restituite a turisti provenienti da ognidove, in due anni appena, dall’associazione borbonica sotterranea.
Una doppia occasione per osservare da vicino la genialit  di tecnici dell’ottocento che seppero ideare ponti per scavare nel ventre di Partenope, senza scalfirne le seicentesche cisterne, e la forza di un artista che, con le sue opere, combatte contro l’indifferenza delle persone, ormai tristemente assuefatte alla violenza collettiva, anche attraverso l’incessante trasmissione mediatica d’immagini impressionanti. Arte come impegno civile, per puntare il dito contro una societ  ipocrita, nonch bifronte, che si spende per operazioni umanitarie, continuando a finanziare e disseminare stragi.

Elio Mazzella
Memorie di futuro
Dal venerd alla domenica e nei giorni festivi
Orari di visita
10- 12
15.30-17.30

Per saperne di più
Associazione Oltre il Chiostro
Segreteria dell’evento tel.0815523298- 0810143583
cultura@oltreilchiostro.org

www.oltreilchiostro.org

Tunnel borbonico, via Domenico Morelli 40, Napoli
Associazione borbonica sotterranea
Tel. 0817645808 3662484151

mail@tunnelborbonico.info
www.tunnelborbonico.info

Nelle foto, Elio Mazzella e le sue creature di ferro nel tunnel borbonico