Una storia di lavoro e di lotta. Esce in libreria un volume pubblicato dalle edizioni “La Citt  del Sole” nella collana dedicata all’archivio storico del movimento operaio, che intende riproporre alla riflessione dei lettori la storia dei cantieri navali Megaride del porto di Napoli.
“Da classe operaia a classe dirigente. La Cooperativa Megaride, un’impresa dei lavoratori.” (pagg. 180, euro 12), scritto da Luigi Izzo, Igor Papaleo e Federica Pighetti, racconta le esperienze di lotta degli operai della Megaride, una singolare vicenda che merita un’attenzione particolare.

Il cantiere nacque nel 1933 per iniziativa di Giuseppe Ferbo, che fondò un’impresa per costruire e riparare imbarcazioni di legno. Nel 1946, dopo la guerra, il fondatore venne affiancato dai figli nella gestione del cantiere e l’impresa incominciò a occuparsi anche della riparazione di imbarcazioni in ferro. Dopo molti passaggi di propriet , nel 1997 i lavoratori del cantiere si costituirono in cooperativa e rilevarono il cantiere, fondando la “Cooperativa Cantieri Navali Megaride”: i lavoratori erano anche soci e riuscirono in tal modo ad abbattere i costi della manodopera e quindi a diventare competitivi con gli altri cantieri che operavano nel Mediterraneo.

Tutti i soci della cooperativa avevano una lunga esperienza professionale nel campo navale ed erano specializzati sia nella nelle costruzioni che nelle riparazioni navali. In breve tempo, ai 34 soci originari si aggiunsero 16 nuovi dipendenti e la cooperativa, che incominciò ufficialmente la sua attivit  nel febbraio 1999, realizzò una grossa trasformazione nel campo navale. La strategia portò alla sostituzione di tutti i vecchi macchinari delle precedenti societ  e all’acquisto di nuove attrezzature ad alta tecnologia, avviando poi la ristrutturazione del cantiere con la costruzione di un nuovo capannone per la costruzione di blocchi di navi al coperto.

Il livello di professionalit  che la cooperativa Megaride può garantire è oggi talmente elevato da rappresentare un punto di riferimento nel settore navale, infatti tutte le societ  armatrici campane sono clienti di Megaride e portano nei cantieri della cooperativa le loro imbarcazioni per importanti lavori di riparazioni e trasformazioni.

In questi anni la cooperativa ha saputo coniugare efficienza produttiva con tutela dei posti di lavoro, poi nel dicembre 2008 la magistratura intervenne per porre i sigilli al cantiere con l’accusa di mancato smaltimento di rifiuti speciali prodotti durante la rottamazione di alcuni relitti. In seguito alla dura protesta degli operai e alla mobilitazione di varie associazioni di lavoratori, dopo due settimane il provvedimento fu revocato e l’attivit  riprese.

Gli autori del libro sono: Luigi Izzo, presidente della cooperativa Megaride; Igor Papaleo, responsabile della segreteria di direzione di un importante studio legale napoletano; Federica Pieghetti, docente di storia e filosofia nelle scuole medie superiori.

Il volume racconta la storia dei cantieri navali Megaride dalla loro fondazione del 1933 fino all’autunno 1998, momento immediatamente successivo alla fondazione della cooperativa quando gli operai rilevarono gli impianti di produzione e rilanciarono l’azienda conseguendo l’obiettivo della massima occupazione.

Nella foto, la copertina