Oggi fino al 9 aprile 2012 il Madre di Napoli ospita 200 opere di Fausto Melotti. Terrecotte, maioliche e gessi, sculture a tecnica mista e in ferro, ceramiche e lavori in inox, disegni e bozzetti una ricca antologica che ripercorre il percorso scultoreo di Melotti, protagonista sin dagli inizi degli anni trenta del rinnovamento e dello sviluppo del linguaggio plastico e materico della scultura moderna e contemporanea sia a livello nazionale che internazionale.
Alla triennale di Milano, lo scorso 29 novembre, la presentazione della mostra a cura di Germano Celant e in collaborazione con l’Archivio Fausto Melotti.
L’esposizione al museo di via Settembrini a Napoli si sviluppa attraverso le sale del museo in maniera cronologica e pone in evidenza la capacit  con cui l’artista è riuscito a coniugare la tradizione classica con gli interessi per le avanguardie europee, la conoscenza scientifica con una particolare sensibilit  musicale, il talento scultoreo con quello di ceramista, la raffinata abilit  letteraria e creativit  poetica con la ricercatezza del disegnatore, sono tutte qualit  che hanno contribuito ad affermarlo come uno dei talenti artistici del XX secolo.
A partire dai primi lavori realizzati all’inizio degli anni trenta quando, dopo aver conseguito il diploma di pianoforte e studio della composizione musicale e con una laurea in ingegneria elettrotecnica, Fausto Melotti (Rovereto 1901 – Milano 1986) si dedica allo studio della scultura apprendendo le regole del mestiere, attraverso la scarnificazione e la smaterializzazione della figura umana, arriva a comporre nel 1934-1935 i celebri bassorilievi che testimoniano l’adesione dell’artista, insieme a Gino Ghiringhelli, Mauro Reggiani, Luigi Veronesi, Fontana e Atanasio Soldati, al movimento astrattista. E ancora, le opere eseguite in terracotta o ceramica, dopo la seconda guerra mondiale, fino a “I Sette Savi, 1960” del 1969, in cui la figura umana viene essenzializzata e resa quasi un manichino astratto.
Esposti anche i lavori degli anni cinquanta e quelli eseguiti durante i rimanenti trent’anni di attivit , sculture costruite con garze, ottone, vetro, tessuto, ceramica e terracotta, ma anche inox, fino alla serie “i Teatrini”.

In foto, opere di Melotti