Mentre stasera prende il via a Pietrarsa alle 21.30, con Reshimo, la coreografia di danza della compagnia La Vertigo, Napoli teatro festival, artisticamente guidato da Luca De Fusco, il teatro Stabile di Napoli, sotto la stessa direzione, si rilancia con il programma della prossima stagione. Si comincia il 29 ottobre al San Ferdinando con il ritorno di “le Voci di dentro”, opera di Eduardo, prodotto da Piccolo Teatro di Milano -Teatro d’Europa e Teatro di Roma. Al Mercadante il 19 novembre “Giardino dei Ciliegi”, regia dello stesso De Fusco. Sono stati annunciati otto spettacoli al Mercadante,sei al San Ferdinando, cinque al Ridotto, all’ ex Dormitorio sar  di scena una scrittura degli stessi ospiti inserito nel progetto”Che senso ha se solo tu ti salvi” ispirato a “Le sette opere di Misericordia” di Caravaggio. Altri Amadeus, La professione della signora Warren, Il sindaco del rione Sanit , Zio Vanja, C’è del pianto in queste lacrime, La vita che ti diedi, Sinfonia d’autunno, Finale di partita, Il malato immaginario, Circo equestre Sgueglia, Tre sorelle, Dolore sotto chiave, Le sorelle Macaluso. Le produzioni Teatro di Verona, Genova, Umbria, Franco Parenti, Bolzano, Napoli con Theatre National(Bruxelles), Folkteatern (Goterburg), i Festival d’Avignon, Italia e l’Universit  di Calabria.
Nel Ridotto del Mercadante, da dicembre ad aprile, ciclo di spettacoli tratti dalle opere di Patroni Griffi, regia De Fusco, in via di definizione, come alcuni in cartellone, di testi e cast. Il teatro è anche improvvisazione. Il finanziamento gi  stanziato, in attesa di altri milioni da sponsor, è di un milione e 500 mila euro dalla Regione, 1milione e 200 mila euro dal Comune.
Non è poco considerando che alcuni sono stati gi  da tempo prodotti come ha detto De Fusco “non si butta niente, tutto si ricicla”. Si aprir  una scuola di teatro per giovani sempre nel segno della tradizione napoletana. “La stagione al Top” come viene annunciata è nelle parole di Adriano Giannola, presidente del cda “il programma della prossima stagione si iscrive nel segno della continuit “. Ossia mai niente di nuovo. E’ strano che non si conosca la tradizione napoletana, nata dalla ricerca del nuovo, del mai visto a teatro, di Plauto, Terenzio, delle Atellane, degli attori della Commedia dell’Arte. Se non si crea, non si scrive la Storia.
“Abbiamo davanti l’impresa molto difficile inserire, entro l’anno, Napoli nella legge “Teatro Nazionale” come Milano, Roma, Torino, Genova” dice De Fusco. Gareggia anche “La Pergola”, angusta sala adibita a teatro di Firenze, citt  del Potente di turno.
Chiedo al mio vicino “Sono tornati i Savoia?” ” No, ma stiamo peggio.” Incredibile. Napoli citt  teatro, meta ambita nel Gran Tour per le arti, la musica, i teatri, la stampa, sede in cui fu presentato il Manifesto Futurista il 14.2.1909 e poi a Parigi, perch ritenuta culla di note avanguardie artistiche, debba concorrere per un posto tra altre culturalmente meno note. L’ultimo sfregio alla citt .
De Fusco ha ricordato con pizzichi di orgoglio, spesso, di aver diretto lo Stabile di Mestre, comune come Casoria, adiacente a Venezia. Nei brevi soggiorni in quella cittadina, non ho visto Monumenti, la torre Eiffel, scorrere il Tamigi, il Museo Guggenheim.
Sar  bravo Luca, visto che unisce alla carica di direttore anche la regia di più spettacoli. Ma tra noi vive Roberto De Simone, eccellenza mondiale, dotato di estro amante del nuovo. Perch non affidare a lui o ad altri la direzione dello Stabile? E’ una domanda che non si può fare ai nostri politici, che preferiscono, per opportunismo, essere comparse mute e assopite.
Abili nell’insabbiare, anche nel ruolo di ministri, come è avvenuto per la Terra dei Fuochi.

Leopardi, a Napoli, annota il 30.4.1836 “devo attestare che mai ho trovato altrove scribi cos armati “alla difesa dei propri maccheroni”.
Ora la difesa si è dilagata ovunque per la polenta, il risotto col nero di seppia, la coda alla vaccinara, la ribollita, la bagna cauda…

In foto, Luca De Fusco al Mercadante, durante la conferenza stampa di presentazione del nuovo cartellone