L’Egitto antico al Mann. Ogni sabato alle ore 16,30 fino al 10 dicembre 2016, un ciclo di conferenze sulla storia dei reperti e dei documenti della collezione egizia esposta in un nuovo allestimento al mann, museo archeologico nazionale di Napoli. Inedite scoperte sono emerse durante i restauri e gli studi che hanno preceduto l’apertura di nuove sezioni del noto museo egiziano, il più ricco di manufatti, all’interno del Mann. I relatori delle conferenze sono chi ha curato l’allestimento.

Gli incontri e le visite guidate sono gratuiti tranne l’ingresso. Temi delle conferenze: “Aprimmo i loro sarcofagi e i loro cofani…” con Massimiliana Pozzi Battaglia e Rita Di Maria, sabato 5 novembre. A seguire: “e trovammo questa nobile mummia” con Stefania Mainieri; “Disiecta membra e microstorie” novità sui reperti funerari con Federico Poole; Restaurare l’antico e l’idea dell’antico con Cinzia Oliva; “Immagini divine e stele apotropaiche” con Ilaria Incordino; “Egitto e Mediterraneo antico” Caterina Cozzolino.

La recente riapertura della collezione con altre sezioni ricche di pregevoli testimonianze, trovate solo in Campania, del culto di Iside e di altre religioni orientali, testimonia la centralità di Napoli, città colta e porto più frequentato come Alessandria d’Egitto in epoca greca e romana dai popoli del bacino del Mediterraneo.
Il fumetto per bambini sull’antico Egitto e la sezione egiziana con più di 1200 oggetti rendono il Mann uno dei più importanti scrigni delle collezioni Egizie d’Italia.
Sono oggetti di uso quotidiano, lucerne, piccole decorazioni che narrano i culti di Cibele, Attis, Sabazio e Mitra, iscrizioni funerarie, rimaste per anni nei depositi del Museo, rimandano all’avvento del Giudaismo; coppe di ossidiana da Stabia (skyphoi), capolavori dell’artigianato egiziano di Alessandria, con pregevoli intarsi, pietre dure, sottilissime lamelle d’oro e gemme gnostiche, amuleti con simboli e scritte magici ideati dopo la battaglia di Azio.

Il culto per la triade con Serapide, la sposa Iside e il loro figlio Arpocrate, entra in Napoli e si diffonde in Campania e nell’Impero. La dea predomina sugli altri e la sua adorazione si diffonde in tutto l’Impero grazie al suo messaggio salvifico. A Pozzuoli, vicino al mare, c’è il tempio di Serapide ma a Pompei ed Ercolano oltre al tempio ad Iside sono presenti decorazioni e segni di devozione. Virgilio, nel ruolo di sacerdote, adorava con riti religiosi Iside nell’area della Cripta Neapolitana, su cui sorge nel 1830 la sua tomba Mausoleo.

Altra testimonianza del culto per la dea presso la nobiltà campana è la dedica, del III secolo d.C., alla dea del senatore Arrius Balbinus da lui considerata “Una e Tutto”. La forte presenza della cultura egiziana a Napoli è espressa nella statua di età greco-romana del dio Nilo, nella piazzetta omonima, un vecchio corpulento steso regge nella destra il corno dell’abbondanza, definito dal popolo “Il Corpo di Napoli”.

Queste conferenze, in cui si spiega gratuitamente i segreti delle opere esposte, fanno intuire un rinnovo della gestione del museo. In particolare l’abolizione di custodi seduti muti per ore che osservano pigramente tele o statue senza conoscere la loro storia. Non più nelle sale museali operatori solo sentinelle non dotati di conoscenze storiche sulle opere esposte. Il costante incremento di visitatori, dotato di titolo di studio medio alto, richiede un incontro al Museo con un interlocutore cui chiedere per avere risposte colte nelle lingue più diffuse.

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