William Shakespeare fino al 30 novembre a Galleria Toledo. Con “Misura per Misura” per la drammaturgia e regia di Laura Angiulli. In scena: Federica Aiello, Agostino Chiummariello, Gianluca d’Agostino, Michele Danubio, Alessandra D’Elia, Luciano Dell’Aglio, Stefano Jotti, Gennaro Maresca, Vittorio Passaro, Maria Scognamiglio.
Laura, come è nel suo stile, porta in scena l’opera classica sfrondata degli orpelli che la legano al periodo della sua creazione. Il suo fare regia è una dotta lezione di storia del teatro classico evidenziando lo stile di vita, l’etica, le contraddizioni. Restituisce vita all’antico scavando in esso la linfa vitale che lo rende contemporaneo.
Il cast è un coro. Perfetto negli accordi, attento a dare la sua voce ritmata secondo copione. La sua gestualità è armonizzata dalla stessa voce. L’impianto scenico di Rosario Squillace, come sempre non è simmetricamente monotono, crea negli spostamenti degli attori immagini pittoriche di Pier della Francesca.
Le luci di Cesare Accetta dilatano gli spazi scenici o li rendono intimi come nicchie o cappelle, colora volti e corpi con colori tenui pastello rendendo gli attori statue da presepe di un tempo lontano. Assistente alla regia Flavia Francioso, produzione Lavinia D’Elia, Angelica Simeone, segreteria, Dolores Ruggieri.
Un testo corale, tra dramma e commedia, che si annovera tra quelle opere civili che osservano le tematiche della emergente borghesia puritana britannica di fine Cinquecento, con approfondimenti del diritto civile e penale, della giustizia sociale, della condizione sociale della donna posta in balìa del potere assoluto maschile.
La storia si svolge a Vienna negli anni della malvagia violenta Inquisizione sanguinaria con spettacoli indecorosi nelle piazze di alcune città d’Europa di condannati dopo aver subito inumane torture.  La violenza talmente brutale da inorridire Caravaggio, uomo di indole non pacifica, che ripropone ciò che vede in alcune sue opere.
Napoli, città cattolica ma con vive tradizioni pagane, con sede in via Toledo del Nunzio apostolico, ambasciatore del Vaticano, è stata l’unica in cui popolo e nobili si ribellano e vietano l’Inquisizione cacciando i prelati giunti da Roma il 16 luglio del 1546. Anche mostrando chiara ostilità, è nel protocollo del Vaticano fare obbligo a ogni Papa di rendere la prima visita pastorale a Napoli dopo la proclamazione. Solo Papa Francesco ha preferito, giustamente, andare a Lampedusa.
A Vienna nel XVI secolo, fuori dalle regole civili, falsamente bigotta, vivono personaggi oscuri falsi religiosi immersi negli abissi di ogni tipo di violenza. La burocrazia e il clero, immersi in un degrado etico e morale, pretendono di redimere prostitute, ruffiani, abitudinari del sesso illecito con la violenta sopraffazione di ingiuste inique regole mascherate da falso puritanesimo.
Isabella (D’Elia), “eroina casta e apocalittica”, grida tre volte “Giustizia” a sorde orecchie che gestiscono da custodi giustizia e ordine morale. Lei dotata di raffinata bellezza tale da accendere incontenibili passioni anche in un alto prelato, acerrimo predicatore e impositore di falsa castità, che la ricattata con ripetute violente richieste di prestazione sessuale per aver salva la vita de fratello.
La regia, facendo leva sulla bravura degli attori, denuncia l’attualità dell’opacità di quella realtà, dello scarso rispetto delle leggi morali dei personaggi e della quotidiana violenza sulle donne in forma sempre più malvagia.
Tale violenza ha le radici nelle prime formazioni delle città, istituzioni sociali culturali politiche, sorte dall’accorpamento di villaggi resi poco sicuri e vivibili. Il governo della città-stato è affidato solo a uomini lasciando ancora l’accudimento dei figli e il lavoro domestico alle donne e alle figlie che vengono escluse dagli studi, dalla vita sociale, dall’imparare ogni mestiere o arte.
La discriminazione tra i due sessi è in ogni religione. Al Gf vip, uno sportivo olimpionico poliziotto, ascoltando un ex-calciatore, noto alle cronache giudiziarie, che parlava con volgarità delle donne, ha espresso il suo saggio commento “la donna che abbandona e tradisce va uccisa subito”.
La tv fa spettacolo con personaggi squallidi, film che stimolano all’uso delle armi e allo stupro di gruppo. In Italia, fino a poco fa, esisteva il delitto d’onore che non riteneva assassino il marito se scopriva o veniva a sapere di un tradimento della moglie. Solo 1/3 delle donne italiane, turiste straniere, denuncia violenze in strada, sul lavoro, a scuola.
Negli ultimi anni, è moda uccidere la compagna o l’ex moglie, in modo eccitante e romantico, con benzina e fuoco per sentire il suo profumo, le invocazioni di aiuto, mentre muore.
Le italiane hanno avuto il diritto al voto e alla partecipazione da protagoniste alla vita politica solo nel 1946 dopo aver partecipato con i partigiani per la democrazia combattendo, lavorando nelle industrie e nei campi, anche staffette, vivandiere.
Finalmente il Vaticano concede il perdono alle donne che hanno dovuto o voluto abortire. La notizia è recentissima ed è stata commentata in apertura di Tg su quasi tutte le reti. Si viene a sapere che fino a domenica la donna, se abortiva, era punita con la scomunica. Solo lei, però. Il perdono può essere concesso anche da un prete, a sua discrezione.
Non è violenza punire solo lei? Lo scandalo è nel aver dato la notizia con enfasi annunciando subito dopo la Manifestazione nazionale dal prossimo 25 al 27 e sabato 26 uomini e donne di ogni età tutti a Roma per gridare “Non una di meno” contro la violenza sulle donne.

 

Galleria Toledo teatro stabile d’innovazione

via Concezione a Montecalvario, 34 Napoli tel. +39 081425037

linea 1M / stazione Toledo / uscita Montecalvario
orari  martedì, mercoledì, venerdì e sabato ore 20.30, giovedì ore 16.30 domenica ore 18

biglietti dal martedì alla domenica intero 15 euro / ridotto 12 euro (per convenzionati e over 65) / giovani under 30 10 euro, per gruppi  (minimo 10 persone) 10 euro

prevendite www.azzurroservice.net

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