La vicenda umana come epico racconto che si stempera nella quotidiana difficolt  del vivere, nella nuova mostra personale di Daniela Pergreffi dal titolo “Personae”, a cura di Andrea Ingenito. L’esposizione è aperta al pubblico fino al 18 giugno 2011 negli spazi espositivi della Galleria Domus Artis di Napoli. La figura umana è l’elemento centrale del discorso visivo, intesa come archetipo e perciò rappresentato dalle personae ovvero personaggi, ognuno dei quali si fa interprete di un’attitudine dell’animo umano.

Ed ecco emergere dal bianco del supporto cartaceo il Prometeo, Orfeo ed Euridice ed Andromaca, tutti rigorosamente privi di connotazioni distintive nella fisionomica del voto. L’atmosfera senza tempo del fondo immacolato non consente una collocazione spazio-temporale delle figure. L’acqua come elemento che da vita, qualifica i corpi, tornisce le forme quando la materia si addensa o sfalda l’immagine quando il colore sfuma nel vuoto dell’assenza.

L’acquerello è anche il mezzo pittorico con cui la Pergreffi interpreta la scrittura di Giacomo Scotti che ferma con la sua penna bic le meravigliose storie udite lungo le sponde dell’adriatico “selvaggio”, favole che l’autore raccoglie clandestinamente durante la sua prigionia nel gulag di Goli Otok. Una sezione della mostra è dedicata agli acquerelli originali che illustrano il libro “La grotta del vento e altri racconti della sponda adriatica”, edizioni Il Laboratorio, prefazione di Erri De Luca.

Parliamo di racconti tramandati per tradizione orale, intrisi di mito e magia, giganti e follia. La Pergreffi, con la sua “acqua colorata” materializza i racconti. “L’acqua è l’origine di tutte le materie; la carta si conferma il supporto ideale poich concorre essa stessa all’espressione artistica”. Una serie di piccoli acquerelli illustrano un Vesuvio incantato, gioioso che erutta corpi danzanti n dinamico divenire. Daniela Pergreffi ha alle spalle una cospicua collaborazione come disegnatrice ed illustratrice con case editrici, studi grafici e quotidiani.

L’arte di Daniela non si esaurisce nelle nuance di un acquerello ma reinterpreta la tradizione alla ricerca di nuove realt  di comunicazione visiva. La risultante di questa operazione di ricerca espressiva è un ciclo di opere in tecnica mista su lamiera dove l’antica tecnica dell’incisione prende nuova sostanza. Qui il tratto inciso non è un solco per l’inchiostratura ma diventa esso stesso linguaggio autonomo e gli smalti soprammessi sono dati a pennello indipendentemente dai solchi d’incisione.

Nelle foto, l’artista durante il vernissage

Info

Domus artis, Via V.Cuoco 4, Napoli

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