Si inaugura oggi alle 18 la mostra “Mito Ludens” di Gabriele Marino alla galleria Movimento Aperto di Ilia Tufano (Via Duomo 290/c). Il titolo è una dichiarazione d’intenti “Si tratta di personaggi storici o della mitologia reinterpretati in chiave pop spiega Tufano in un modo giocoso che ricorda le carte da gioco”.

Opere realizzate negli ultimi anni, anche se Marino è stato protagonista della scena napoletana degli ’60, in quelle avanguardie creative che mettevano l’arte al servizio della politica al grido di “Contro l’arte, contro gli artisti” “era il gruppo P66 prosegue la gallerista che contestava gli artisti impegnati a cercare il bello e non coinvolti nella lotta politica”.

Il progetto di Ilia Tufano è far coincidere la chiusura della mostra, il 16 marzo, con un incontro dedicato proprio a quella scena artistica, con protagonisti come Peppe Pappa e Renato Brancaccio “un’epoca cos diversa dalla nostra, ma oggi al centro del dibattito critico”.

E se Gabriele Marino ha vissuto gli anni dell’avanguardia artistica napoletana, all’accademia di belle arti è invece affidato il talento emergente di due giovani fotografi, Alessio Paduano e Sergio Antonuccio, in mostra dal 1 marzo (inaugurazione ore 12) con Bucureşti, alla galleria del giardino dell’accademia. Protagonista è la capitale rumena, ritratta nelle sue ombre dagli scatti dei due artisti la periferia, il sottosuolo della citt , personaggi e sceneggiature, in bianco e nero. Fino al 15 marzo.

Protagonista dei dieci scatti di Alessio Paduano è “Bruce Lee”trentanove anni e il corpo ricoperto di tatuaggi ( compreso il suo nome sul petto) e cicatrici, Bruce Lee è orfano e vive nei canali di Bucarest dall’infanzia. Ora è il punto di riferimento di decine di ragazzi e ragazze che a Gara de nord vivono sotto le fogne. Le nove fotografie di Sergio Antonuccio sono frutto di un reportage nei campi nomadi intorno a Bucarest, e nel quartiere popolare Rahova. Anche per lui la prima difficolt  è stata quella di stabilire un contatto e conquistarsi la fiducia dei soggetti (“de ce face poza” “perch fai questa foto” – era la domanda che si sentiva spesso rivolgere). Colpito dalla grande dignit  delle persone che incontrava, Antonuccio ci offre un’immagine calda e partecipe di un mondo marginale e carico di dramma, cos simile a tante periferie del mondo.

In alto, il Putto Ludens di Gabriele Marino, in basso (da destra)due scatti di Paduano e Antonuccio