Molière in scena per adulti e ragazzi al Teatro Mercadante di Napoli. L’Avaro e La scuola delle mogli sono le due opere teatrali dell’autore francese che “La Stanza Blu” ha scelto per la stagione teatrale 2010/2011, avvalendosi della collaborazione tra il Teatro Stabile di Napoli e le Nuvole Stabile.
Due rappresentazioni, due adattamenti della stessa pièces teatrale: uno adatto a un pubblico adulto e l’altro più comprensibile al linguaggio delle nuove generazioni. Un progetto anomalo e sperimentale, inaugurato in ottobre al teatro napoletano di Piazza Municipio con L’avaro di Molière (in rappresentazione fino al 7 novembre e nel periodo dal 13 al 23 gennaio). La scuola delle mogli sar  in scena, sempre con i due adattamenti diversi, nel periodo dal 17 marzo al 3 aprile.
Quindi, nei pomeriggi di gioved e di domenica, negli stessi orari, adulti e ragazzi insieme a teatro: a ognuno il suo spettacolo stabile grazie all’adattamento e alla regia rispettivamente di Rosario Sparno e Fabio Cocifoglia.
Per il secondo anno consecutivo e dopo il successo dello scorso anno con la rappresentazione William e Samuel anche quest’anno il direttore artistico del teatro le Nuvole, Giovanni Petrone ha deciso di adattare due importanti opere teatrali: poich esse raccontano la realt , il proprio vissuto. Proprio da questo aspetto che nasce il progetto “La Stanza Blu” di cui Petrone è il direttore artistico: “un luogo non luogo, dove le domande prendono corpo sulla scena e le suggestioni sui volti di chi racconta e di chi ascolta, in un confronto fra drammaturgie passate e realt  presenti”.
Come nasce l’iniziativa de La stanza Blu?
Parliamo di un’iniziativa sperimentale. Noi con l’adattamento di pièce teatrali vogliamo cogliere il pubblico nella sua totalit . Per questo abbiamo pensato di coinvolgere in momenti differenti, ma con stesse opere due tipi di pubblico: grandi e piccoli, genitori e figli. Quello che più ci interessava di capire l’oggetto della discussione di questi due soggetti una volta usciti dal teatro e dopo aver visto la stessa opera ma con un arrangiamento diverso.
Come scegliete le rappresentazioni da adattare e quindi da proporre?
Il nostro filo conduttore per le rappresentazioni da proporre al nostro pubblico è il direttore artistico del Mercadante. Il più delle volte scegliamo pièces teatrali che fanno parte della stagione teatrale del teatro napoletano.
Quanto sono diversi i due adattamenti? Come fa a capire se questi adattamenti, o esperimenti, come le chiama lei, sono apprezzati?
La mia indagine è rivolta sempre come teatrante. Non sappiamo bene che direzione prender . Sappiamo bene l’importanza di questo nostro progetto, grazie al successo di pubblico dell’anno scorso, e all’interesse dei genitori che nella passata edizione venivano a chiederci cosa i figli avessero visto e com’era stato trattato l’argomento. La nostra indagine, nata per gioco, adesso si sta sviluppando grazie anche all’interesse di studiosi universitari.
Non dobbiamo mai dimenticare che nel teatro ciò che ancora rimane ancora un mistero per l’artista è la quarta parete: il pubblico. Un pubblico importante che deve essere costantemente tenuto d’occhio.
Secondo lei, come si può definire oggi il rapporto tra le nuove generazioni e la cultura, il teatro?
un rapporto libero. Ai giovani si deve lasciare lo spazio per avvicinare alla cultura, capirla e apprezzarla nel modo giusto. vero anche che chi ha sete di cultura se la va a cercare e non aspetta qualcuno o qualcosa che gliela fa conoscere.

In foto, Nunzia Schiano nell’Avaro in un’immagine di Vincenzo Broccoli