Sono passati 2.000 anni ma le immagini di Pompei e Ercolano sepolte da fiumi di lava e avvolte da una colonna di cenere e gas si stagliano vive nell’immaginario collettivo, attraverso il ricordo di corpi scempiati in una quotidianit  disarmante. E quelle rovine umane e paesaggistiche si sono incontrate con lo sperimentalismo avanguardistico di Giacomo Montanaro, artista visionario che dal 2002 ha dilatato il cromatismo nella direzione dell’action painting.
E’ una messa in scena reale nella quale il gesto del braccio mette in moto tutta la fisicit  dell’artista, rivendicando una piena libert  espressiva . Una vera e propria performance che coinvolge attivamente lo spettatore chiamato a prendere parte al processo di realizzazione dell’opera. Chi osserva Montanaro nel momento creativo e esecutivo finisce per essere immerso in un flusso energetico che trae ispirazione dall’inconscio e si traduce in un’appassionata ricerca sulla figura umana, ritratta nei suoi tratti asciutti e essenziali, di forte impatto emotivo. Ad accogliere bisogni e desideri inespressi una lastra fotografica che, pennellata di acido, lascia emergere forme gi  vive nel vissuto dell’artista.
Dopo personali e collettive in tutta Italia, Giacomo Montanaro fa un omaggio alla terra vesuviana che gli ha dato i natali ( è nato a Torre del Greco) con l’esposizione “Parete lavica”, a cura di Giovanni Cardone, in mostra al Mav Museo Archeologico virtuale (Ercolano, via IV novembre 44, tutti i giorni dal marted alla domenica dalle 9.00 alle 17.30. Chiuso il luned ), in collaborazione con l’Istituto d’Arte e Cultura vesuviana, la galleria “Il ritrovo di Rob Shazar” e la Pro Loco di Torre del Greco. Suggestioni oniriche e simboliche permeano le dieci opere grafiche e l’istallazione che, nel connubio tra fuoco e acido, mettono a nudo gli ultimi giorni dell’umanit .
. L’avvicendarsi di vita e morte non si esaurisce nella rivolt di una natura matrigna. Innescando un corpo a corpo con il supporto grazie all’estro e al saper fare della tecnica, in una prospettiva dicotomica, che approda a soluzioni sempre nuove e inattese, l’artista fa dialogare passato e presente, tra le offese arrecate al territorio e la stagnazione di una crisi economica . La spinta a mollare cozza con voglia di resistere, nonostante le contraddizioni e i paradossi.
Alla cerimonia d’apertura, che si terr  il 23 marzo alle 18, interveranno con l’autore Ciro Cacciola, direttore del Mav, Maria Vitiello, Universit  Federico II, Graziella Falcetta, Ministero dei Beni e delle Attivit  Culturali, Rosanna Rivas, scrittrice, Francesco Piccolo, Associazione fare Italia, Associazione Arcobaleno della Vita, Antonio Pacilio, presidente della Pro Loco di Torre del Greco.

Per saperne di più
081 19806511
www.museomav.it

In foto, l’opera dell’artista