Talenti in primo piano ancora una volta nello spazio espositivo Movimento aperto (Ma, in via Duomo 290/c – Napoli) diretto dall’artista Ilia Tufano, che con coraggio e assoluta autonomia continua a investire in arte e  cultura. Mercoledì 7 febbraio, alle 17, vernissage della personale introdotta dal testo di Eugenio Lucrezi “Nigrissimi, necrissimi fogli”. Eugenio Lucrezi per Carlo Bugli.
L’esposizione resterà aperta fino al 28 febbraio. Strani animali distorti e abbruttiti, ominidi nudi, neri, simili a delle creature infernali, aliene, buffamente necrofore: Bugli presenta la deformità del mondo in tutte le sue brutture.
L’artista nel tempo si è distinto per essere stato anche un formidabile poeta, come testimoniano due volumi stampati in tiratura limitata una trentina d’anni fa e oggi introvabili, Noemata e Organon, per poi darsi al segno nella sua versione originaria, anche se le sue opere pittoriche e grafiche riprendono spesso, includendola, la scrittura e i suoi caratteri simbolici.
In mostra, ventidue tavole a penna, a china e a tempera, fogli a stampa variamente elaborati a mano. Scrive Eugenio Lucrezi: «…una folla di figure di mezzo, di carapaci inquietanti che non sai se di chitina o di acciaio, lemmi ricorrenti come onto, dichiaratori di insufficienza creaturale; racconti realistici che non abbandonano il senso ma fortemente lo disturbano, consoni ai nostri tempi».


Bugli parte dal disegno rinascimentale, attraversa i fiamminghi, da Bosch ai Bruegel, per arrivare al contemporaneo e soffermarsi sull’esperienza surrealista. Lucrezi va a ricercare l’origine della sua grafica: «…la sua pretesa antistilistica – scrive – è dovuta al Movimento Nucleare di Baj e Dangelo, mentre suoi maestri vanno individuati nei napoletani del Gruppo 58 di Biasi, Colucci, Del Pezzo e Persico. Le direttrici della sua formazione sono non lineari ma discrete: ha studiato la poesia dell’Ariosto e la xilografia giapponese, il teatro elisabettiano e la scultura di Augusto Perez, la filosofia di Giordano Bruno e la poesia di Borges».
Il maestro Mario Persico riconosce in Bugli una grande  «forza di rappresentazione simbolica», riferisce l’autore, ribadendo che «i lavori di questo artista sono animati tutti …da una infrenata energia metamorfica. E non quella …del mito antico e della favola di ogni tempo: ma quella, perturbante e oscura, di una contemporaneità che vede sempre più corpi e protesi, carni e metalli, sillabe e bytes intrecciarsi e contendere in platee brulicanti e molteplici, mentre la realtà antropica non è distinguibile dagli omologhi virtuali e il sovraccarico informativo tracima nell’estasi …dell’insignificanza».
Carlo Bugli vive e lavora a Napoli. E’ stato per molti anni redattore della rivista di scritture in movimento “Risvolti”. Buoni maestri e buoni compagni di avventura sono stati Pasquale Della Ragione, il direttore Giorgio Moio e Marisa Papa Ruggiero, con i quali ha partecipato per anni, ai laboratori della rivista, importante punto di riferimento, al Sud e non solo, delle arti contemporanee. Autore delle raccolte di poesia Noemata (1988) e Organon (1990), suoi testi poetici e sue opere grafiche sono apparse su molte riviste nazionali e estere. Hanno scritto di lui: Giovanni Matteo Allone, Luciano Caruso, Marco De Gemmis, Eugenio Lucrezi, Marisa Papa Ruggiero, Giorgio Moio, G. Battista Nazzaro.
MA, Movimento Aperto
Via Duomo 290/C Piazza Filangieri – 80138 Napoli
Orari: lunedì e martedì, ore 17-19, venerdì ore 10.30-12.30, oppure su appuntamento
Tel. 333 2229274
iliatufano@libero.it