Si illuminano dello sguardo altrui, i magnifici novanta. Escono dall’ombra delle sale, al piano terra del museo archeologico di Napoli, dove erano state relegate, le statue raffiguranti donne, uomini, dei, guerrieri, dopo la chiusura di alcune collezioni e lo svuotamento delle navate all’ingresso, nel 1995 circa. Esposte, da stamattina (27 ottobre, con un’anteprima per la stampa) nella grande teca di vetro rettangolare, nel giardino settentrionale. Gli invisibili sono finalmente diventati visibili al pubblico. I visitatori potranno identificarli dalle immagini con didascalie che scorreranno su due schermi installati nella “custodia” trasparente.

Il recupero fa parte del progetto “Storage- Beni culturali invisibili” sostenuto dalla Fondazione Telecom Italia
e segna una svolta nella collaborazione tra pubblico e privato per valorizzare il patrimonio artistico e culturale del territorio. Tutto questo avviene proprio sotto la nuova direzione di Paolo Giulierini.

Dell’iniziativa parla Marcella Loglio, direttrice generale della Fondazione Telecom
«Finalmente il pubblico potr  ammirare la collezione di statue a figura intera, busti bassorilievi, altari che provengono da Ercolano, Pompei, Cuma, Pozzuoli, Baia Roma opere che testimoniano la storia della Campania, ma che ultimamente hanno avuto gloria altrove, nei viaggi per i prestiti ad altri musei. Un’occasione per mostrare che la cultura può essere fattore decisivo per lo sviluppo economico. E che la tecnologia contribuisce ad ampliarne accessibilit  e diffusione».
I visitatori, infatti, in caso di pioggia e maltempo, potranno contemplare le opere nel loro complesso ma anche nei particolari, da una postazione realizzata nell’atrio che consente di ingrandire i dettagli grazie a una telecamera.

Spiega Valeria Sampaolo che ha curato il progetto per il museo
«Abbiamo deciso di recuperare queste statue per non farle finire nei depositi, visto che avremmo dovuto toglierle da quegli spazi in cui erano state provvisoriamente confinate, per i lavori di consolidamento della struttura museale avviati gi  dagli anni 70». Ed eccole adesso l, accarezzate dalla luce del giorno e della notte. Restituite alla citt .

Per saperne di più
cir.campania.beniculturali.it/museoarcheologiconazionale

Nelle foto, la teca con le statue restituite allo sguardo del pubblico