Il Mann, Museo Archeologico Nazionale di Napoli, domani 14 dicembre, avrà ospite il principe Carlo di Borbone, duca di Castro, invitato dal direttore Paolo Giulierini all’inaugurazione della mostra ““Carlo III e la diffusione delle antichità”.
Mostra contemporanea internazionale in Italia, Spagna, Sud America: al Mann di Napoli, all’Accademia Reale di Belle Arti di San Fernando di Madrid, alla Facoltà di Arte e Disegno di Città del Messico.
In mostra, il culto per l’arte italiana e le origini urbanistiche di Napoli di re Carlo che non si limitò a recuperare le opere trovate agli scavi di Pompei, Ercolano, Stabia, ma volle esporre per educare al bello e far conoscere Napoli con volumi a stampa realizzati in città con tecniche nuove, calchi in gesso delle sculture della Villa dei Papiri mandati a Madrid e copie di questi all”Academia de San Carlos di Città del Messico.
In mostra, fino al 16 marzo 2017 le “antichità”: gli originali a Napoli, i gessi del 700 a Madrid, i disegni in Messico. Al Mann in mostra l’attività della Stamperia che realizzò gli splendidi volumi delle “Antichità di Ercolano esposte”, primo volume uscì nel 1757, 60 opere tra dipinti, disegni, incisioni, sculture, documenti storici e rami, matrici delle “Ercolanesi” dello scavo del principe d’Elbooeuf, statue in bronzo dell’Augusteum e del Teatro, delle sculture in marmo e in bonzo della Villa dei Papiri. Le ricerche volute da re Carlo a Napoli danno vita al Neoclassicismo nel mondo.
Gli artigiani del presepe lo assimilano nel loro fare. In visita al Mann si può vedere con la tecnologia multimediale le esposizioni nelle sedi estere. Mercoledì 14, ore 17,30, “Alla tavola dei Borbone”, archeologia culinaria tra mozzarella, baccalà, torta rustica alla Cavalcanti pastiera Maria Teresa, babà Re Stanislao, sfogliatella dell’800, mostaccioli col mosto d’uva. Giovedì alle 17,30, nella Sala del Toro Farnese “Viaggio in musica dal’700 ai giorni nostri”.
Sabato, alle 11,30 l’Orchestra giovanile Napolinova, domenica 11,30 l’Orchestra giovanile del Conservatorio Cimarosa. Arte, storia, archeologia, musica, cucina, raccontano di re Carlo III. La vasta eccellente originale cultura partenopea, sempre all’avanguardia, è frutto della passione dei napoletani per la tradizione e la storia scritta dal popolo e dagli illustri che sono nati o hanno vissuto in città.
La mostra, forse ultimo tassello dei tanti eventi vissuti a Napoli e in Regione, ricorda i 300 anni della nascita di un re straniero che ha reso Napoli capitale della cultura, moda, musica, canto lirico e popolare, teatro, cucina, pittura, architettura, filosofia, economia in Europa.
Carlo, re a 18 anni, amante della natura e dell’arte, doti inculcati dall’educazione della madre Elisabetta Farnese, regina di Spagna moglie di Filippo V, volle nel 1737, all’età di 21 anni, il Teatro San Carlo, ancora oggi il più grande e il più bello in Europa, meta obbligata per gli illustri viaggiatori del Gran Tour, residenze o casine di caccia in campagna e nei luoghi ricchi di boschi e laghi.
La sua passione per la cultura e per la vita all’aperto spiega la realizzazione di siti agli Astroni, Licola, Patria, Fusaro, la reggia di Capodimonte, Caserta e di Portici prima sede della preziosa collezione Farnese proveniente da Parma e dei reperti degli scavi di Pompei, Ercolano, Stabia, passione per la storia e le origini della città. Nella sua attività di regnante e mecenate di ogni forma d’arte trova stimoli creativi in Maria Amalia, figlia del re di Sassoni Augusto III di Polonia.
Coppia felice intensamente innamorati in una serena semplicità coniugale con tanti figli tra cui la prima avuta a 16 anni. Carlo le rimase sposo fedele e amorevole anche quando Amalia visse lunghi periodi di salute cagionevole che, giunta in Spagna, peggiora per la tristezza di aver lasciato Napoli tanto da portarla alla tomba a 36 anni. Altra dote di Carlo è l’onestà.ritratto-di-carlo
Negli scavi a Portici per edificare la reggia fu rinvenuto un sito archeologico con colonne statue monili tra cui un cammeo che Carlo fece incastonare in un suo anello. Alla partenza da Napoli per dover accettare il trono di Spagna alla morte del padre, lascia il suo anello a Napoli oltre al suo cuore tanto innamorato della vivacità culturale partenopea. Il suo impegno culturale e l’amore per Napoli capitale è, forse, paragonabile a quello di Pericle per Atene.
Giulierini fa viaggiare Napoli nel Mondo. Aveva promesso di far visitare il Museo da 500.000 visitatori entro il 1029, termine del suo mandato, ha stupito solo gli stolti increduli riuscendo col suo costante impegno a superare già ora la previsione. Il Mann è il faro dotato di un potente lungo fascio di luce che attira il viaggiatore amante della storia del Mediterraneo. In ottobre, la riapertura della sezione egizia con in mostra 1400 opere, la mostra in America di “Pompei the exhibition”, intesa con il Museo statale Ermitage e Soprintendenza di Pompei. Non è il direttore sempre seduto dietro alla scrivania ma una casalinga che fa il cambio di stagione. Cerca nei depositi le migliaia di opere e le espone in sede o le mostra in altri musei.
A ogni incontro con la stampa, troviamo piacevoli sorprese: nuove sculture in mostra. La stessa dinamicità, la voglia di rendere una città ospitale, bella, piena di turisti fu di Carlo III.

 

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