Museo Civico Gaetano Filangieri, dedicato alle arti applicate scultura pittura conservazione libri antichi, tornato fruibile nel 2012 dopo 13 anni di restauro statico, dalle ore 12 di mercoledì 8 febbraio 2017 si apre con un portone rimesso a nuovo su via Duomo a Napoli. Un portone è un setto che divide per proteggere lo spazio interno dall’esterno.
Il portone in oggetto, maestoso raffinato realizzato in castagno chiaro con pregevoli decorazioni in ghisa, ha la funzione di attirare la curiosità del turista. Esso è il biglietto da visita del Museo civico di una città. Se la città è Napoli, l’antica capitale di un regno meta ambita dal XIV secolo di artisti, nobili, poeti, scrittori, giornalisti, il portone custodisce pregevoli opere uniche al mondo. Il turista a Napoli è certo di trovare il “bello” nell’arte, il “raffinato” nella moda, le“novità” a teatro, il “gustoso” al ristorante.
Varca la soglia del portone del Filangieri e si trova subito in un ambiente fiabesco tra 3.000 oggetti, di varia provenienza e datazione: maioliche, porcellane, buscuit, avori, lance, spade, pistole, fucili, armi e armature, medagli, dipinti e sculture dal XVI al XIX secolo, pastori presepiali del XVIII e XIX secolo ed anche una biblioteca dotata di circa 30.000 volumi ed un archivio storico con documenti dal XIII al XIX secolo.
La collezione pittorica raccoglie in special modo dipinti del  seicento napoletano, tra cui opere di Solimene, de Ribera, Rosa, Stanzione, Dronais, Theain, Boucher, Ghirlandaio, Morelli, Eyck, Giordano, Luini Ruoppolo, Vaccaro, Caracciololo, Preti, Pollaiolo, del Sarto, Verelest, della Robbia, Sammartino.
 Il Museo, scrigno di parte della collezione di Gaetano Filangieri, Principe di Satriano, che nel 1881 chiede al Comune di sistemare le sue raccolte d’arte in quel che restava del celebre Palazzo Como, rara testimonianza architettonica del rinascimento toscano a Napoli, spostato di circa 20 metri allo scopo di scongiurarne l’abbattimento a seguito dei lavori del Risanamento  e allinearlo lungo l’arteria di via Duomo. Del quattrocentesco edificio non rimaneva che la splendida facciata in bugnato e i muri laterali, mentre l’invaso era del tutto vuoto e senza copertura.

Qui sotra,m capolavori esposti nel Museo Filangieri. In alto, l'esterno della struttura con il portone restaurato
Qui sotra,m capolavori esposti nel Museo Filangieri. In alto, l’esterno della struttura con il portone restaurato

I lavori di riedificazione e ripristino, completamente finanziati dal Principe, hanno inizio nel 1883 e l’8 novembre 1888 il museo apre al pubblico. Il 30 settembre del 1943, i tedeschi in fuga cacciati dal popolo napoletano, incendiano la villa Montesano  di  San Paolo Bel Sito dove, in cui erano stati ricoverati l’anno precedente le opere di maggior pregio del museo insieme ai documenti più preziosi dell’ Archivio di Sato di Napoli.
Del patrimonio del museo si salvarono circa quaranta dipinti e una cassa contenente armi antiche. Furono distrutti due ritratti d’uomo di  Botticelli , Deposizione di Solimena   e  Educazione della Vergine di Bernardino Luini. Nel 1948, col Museo di San Martino  e  Museo della ceramica Duca di Martina, il Filangieri  riapre con le  donazioni di Filippo Perrone, Mario De Ciccio  e Salvatore Romano, e  ai prestiti delle opere nei depositi  del  Museo di Capodimonte.
Il restauro del portone è stato possibile grazie all’impegno dell’Associazione Salviamo il Museo Filangieri Onlus, che ha permesso a questo luogo del cuore di accedere nel 2015 alle Linee Guida per la Definizione degli Interventi, lanciate dal Fai in collaborazione con il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo.
«La Delegazione Fai di Napoli è sempre vicina al territorio di competenza e ai valori culturali che in esso si rappresentano – afferma Gianpaolo Leonetti, Direttore del Museo Civico Gaetano Filangieri – Il Museo Filangieri ha particolarmente meritato il sostegno della Fondazione, non solo perché amato dai napoletani, ma perché questo piccolo tesoro incastonato nel centro della città è patrimonio di tutti».
La Presidente Regionale FAI Campania, Maria Rosaria de Divitiis, ha commentato così l’intervento: «Un segnale di attenzione che sancisce il rapporto di collaborazione tra la Delegazione Fai di Napoli e il Museo Filangieri e rende ancor più visibile il grande recupero avviato da qualche anno per questo scrigno di storia e arte che per tanto tempo è stato chiuso e non fruibile. Oggi il maestoso portone è stato riportato alla sua origine e alla definizione che a suo tempo fu progettata da Gaetano Filangieri che per la cultura delle scelte di bellezza per tutte le arti, anche quelle minori, aveva ogni cura».
Il Fai– Fondo Ambiente Italiano è una fondazione nazionale senza scopo di lucro nata nel 1975 per promuovere una cultura di rispetto della natura, dell’arte e delle tradizioni d’Italia e tutelare un patrimonio che è parte delle nostre radici e della nostra identità. Dal 1975 a oggi il Fai ha salvato, restaurato e aperto al pubblico importanti testimonianze del patrimonio artistico e naturalistico italiano grazie all’ aiuto di cittadini e aziende. Le giornate Fai di primavera saranno sabato 25 e domenica 26 marzo.

 Per saperne di più
www.fondoambiente.it 
www.iluoghidelcuore.it

 Museo Civico Gaetano Filangieri
Tel. 081 203175
museofilangieri@libero.it