Vale la pena di parlarne e riparlarne. Quando si tratta di belle iniziative. Come quella che c’è stata, nei giorni scorsi, a Napoli il Piano City. Una kermesse musicale. La musica di centinaia di concerti, con centinaia di pianisti, ha percorso la citt  dalla Mostra d’Oltremare al Palazzo Carafa, dalle case private ai luoghi pubblici, nei teatri, nelle chiese. Un evento di successo.
Però, bisogna pur dirlo, la sua invenzione non è avvenuta a Napoli. Pur se ricorda i tanti salotti musicali che qui si tenevano, soprattutto nel famoso Settecento borbonico una tradizione continuata fin quasi ai nostri giorni. Piano City è nato a Berlino, creato da un giovane pianista, Andreas Kern, nel 2010. E in Italia è stato ripreso da Milano dal 2012 e poi da Napoli dal 2013. Comunque quest’anno, nell’ambito di Piano City, c’è stata una novit  tutta napoletana una maratona pianistica, organizzata dai pianisti Patrizio Marrone e Marco Napolitano. Per ore, al Pan (il Palazzo delle Arti Napoletano) i musicisti si sono alternati al pianoforte, senza nessuna pausa, per ore. Anche il club Zonta si è attivato per questa manifestazione e se ne è fatto promotore.
Non molti, purtroppo, conoscono lo Zonta, questa benefica associazione, che riunisce donne che si sono distinte nelle loro professioni. Vi si sono iscritte personalit  come Rita Levi Montalcini e Hillary Clinton. Nato a Buffalo (USA) nel1919, il club Zonta ha la sede centrale a Chicago ed è diffuso in tutto il mondo, dall’Africa al Giappone. Inga Meli, danese di origine e napoletanissima di adozione, grande viaggiatrice, donna dello Zonta, ha creato e mantenuto contatti con le sedi di tutti il mondo, ha portato lo Zonta anche in Russia ed è stata promotrice di moltissime iniziative.
Cos come la dolcissima Teresa Marrone, insegnante d’inglese negli istituti superiori e madre di cinque figli, che è stata a lungo presidente. Insieme a Inga Meli e altre Zonta, negli anni ’60 organizzò un benemerito consultorio familiare per le donne dei Quartieri Spagnoli, prima che le Asl si arrogassero il diritto esclusivo di organizzarli. E approntò una cucina per i poveri, la cui attrezzatura è rimasta in dote alla chiesa di San Vitale a Fuorigrotta.
Ancora attivissima, dichiara, con un pizzico di civetteria, i suoi 89 anni, portati benissimo. Come presidente , ha lasciato il posto alla più giovane Annamaria Scardaccione, docente universitaria e commendatore della Repubblica italiana. Snella, elegante, capelli sciolti, ramati, appena ondulati dalle mani sapienti di un buon parrucchiere, Annamaria non dimentica la sua femminilit , la famiglia e le nipotine, che segue con amore anche negli studi. Ma è entusiasticamente attiva nel sociale. Fa parte dell’Ufficio Pastorale della Terza Et , dell’Osservatorio Regionale del Mercato del Lavoro e dell’Occupazione e della Consulta Regionale dell’Immigrazione Extracomunitaria.Diventata presidente dello Zonta (area Napoli), il 25 giugno di quest’anno, nella stessa serata della cerimonia, ha organizzato la presentazione di un libro, “Lo spazio a 4 dimensioni nell’arte napoletana” (Tullio Pironti- 2014), il singolare racconto di un’indagine culturale che si conclude con una scoperta epocale la prospettiva napoletana.
Temperamento fattivo, nella giornata mondiale contro la violenza maschile sulle donne, Annamaria ha organizzato per loro, il 25 novembre scorso, nel Circolo del Tennis di viale Dohrn, una lezione pratica di difesa personale, un misto di tecniche orientali e occidentali molto utile.
E ha voluto che, nello stesso Circolo del Tennis, in occasione del Piano City, vi fosse un concerto di tre pianisti. I circoli napoletani sul lungomare sono tra i luoghi più belli, eleganti e comodi che si possano immaginare. In un salone limitato da vetrate aperte, tra il verde del viale, sul mare, in una mattina di un autunno primaverile, quando aveva appena smesso di piovere e l’aria era più tersa, è stato molto bello ascoltare il suono del piano.
Due pianisti hanno suonato musiche di Wolfang Amadeus Mozart, Ludwig van Beethoven, Johannes Bach, Franz Liszt, Johannes Brahms e Fryderyk Chopin. Il pianista più giovane, di soli 25 anni, Vincent Catalano, raccontava che il suo nome gli era stato dato dalla madre, ammiratrice di Van Gogh. Con baffi e barba castani, somigliava davvero al pittore, nell’autoritratto di questi con il cappello in testa. L’altro pianista, Fulvio Giarrusso, suonando con grande perizia ed espressivit , dimostrava quello che poi diceva che la musica pura, senza parole, può raggiungere un’espressione più alta , anche se a volte impervia, di quella che dalle parole è accompagnata.
La pianista Maria Grazia Ritrovato (foto), nata a Procida e amante del mare, suonava alcune sue composizioni in cui si avvertiva il fascino del mare procidano e il senso della libera natura. Suonava, poi, anche composizioni di donne poco note. Per prime quelle di Fanny Hense Mendelsshon, sorella dell’assai più celebre Felix. ” La musica diventer  la sua professio            6                 è« «    oè  á«sptBLlibrineBlinkBBd dBd d«BpGBB«7Be«ne- scriveva suo padre a Fanny, confrontandola con il fratello- per te può e deve solo essere un ornamento”- ricordava, testimoniando i pregiudizi antifemministi ottocenteschi, Maria Grazia, che, nel suo desiderio di dar voce alla musicalit  al femminile, è impegnata anche nella ricerca delle opere di Olga Sirignano, valente pianista e affettuosa madre di quattro figli.
Olga era zia del marito di Grazia. Il che le ha permesso di consultare le sue composizioni. Di Olga Sirignano Grazia, nel concerto al Circolo del Tennis, suonava “Notturno per la sola mano destra”. Che l’autrice scrisse per poter suonare con una sola mano, mentre, con il braccio sinistro, cullava il secondogenito appena nato. Donne donne donne, femminilmente, fortemente donne.